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L'ex portiere Alexander Manninger è deceduto a 48 anni in un incidente stradale in Austria. Ha giocato per diverse squadre italiane, tra cui il Brescia e la Juventus.

Tragico incidente in Austria

L'ex estremo difensore Alexander Manninger è scomparso prematuramente. Il decesso è avvenuto il 16 aprile. Aveva soltanto 48 anni. La notizia è stata diffusa dai media locali austriaci. L'incidente fatale si è verificato in Austria. La sua vettura è stata coinvolta in un sinistro con un treno. L'impatto è avvenuto in un passaggio a livello nella regione di Salisburgo.

Manninger era una figura nota nel panorama calcistico. Ha difeso i pali della nazionale austriaca per un decennio. La sua militanza in Italia lo ha visto indossare diverse maglie prestigiose. Tra queste spiccano la Juventus, la Fiorentina, il Torino, il Bologna, il Brescia e il Siena. Sul corpo dell'ex portiere è stata disposta l'autopsia.

Il cordoglio dell'Union Brescia

La società Union Brescia ha espresso profondo dolore. «Esprimiamo il più profondo cordoglio per la scomparsa di Alexander Manninger», si legge in una nota ufficiale. La società lo ricorda come un portiere di grande esperienza. Ha militato anche nel Brescia nel 2004. Viene ricordato come un professionista serio e preparato. Possedeva anche un notevole spessore umano. Il Presidente Giuseppe Pasini e tutta la famiglia biancazzurra hanno inviato le condoglianze. I messaggi di cordoglio sono rivolti alla famiglia e ai cari di Manninger.

Vita e carriera di Alexander Manninger

Alex Manninger ha iniziato la sua carriera calcistica nel Salisburgo. I primi passi tra i professionisti li ha mossi nel 1995. Ha giocato per il Vorwärts Steyr. Dopo una breve esperienza nel club d'origine, si è trasferito al Grazer AK. Lì ha collezionato 23 presenze. Ha debuttato in Coppa UEFA contro l'Inter a San Siro.

La svolta della sua carriera è arrivata nel 1997. A soli vent'anni si è trasferito all'Arsenal. A Londra è rimasto per quattro stagioni. Ha ricoperto il ruolo di vice di David Seaman. Nonostante ciò, è riuscito a ritagliarsi spazio. Ha contribuito alla vittoria di trofei importanti. Tra questi figurano un campionato inglese e una FA Cup.

Nel 2001 è iniziata la sua avventura in Italia con la Fiorentina. Successivamente ha avuto esperienze poco fortunate. Ha giocato con l'Espanyol, il Torino e il Bologna. In queste squadre ha faticato a trovare continuità.

La parentesi a Brescia

Il passaggio al Brescia ha rappresentato un momento chiave, ma difficile. È arrivato nell'estate del 2004. L'allenatore Gianni De Biasi lo aveva escluso fin dal ritiro. Manninger non è riuscito a trovare spazio in squadra. È stata una parentesi breve e negativa. Questo lo ha costretto a ripartire immediatamente altrove.

La rinascita calcistica

La rinascita è avvenuta al Siena. Lì ha finalmente ottenuto continuità. Si è affermato come titolare indiscusso. Dopo un periodo al Salisburgo, è tornato in Toscana. Si è messo in luce anche con episodi decisivi. Un esempio è il rigore parato a Marco Materazzi nel 2008. Nel 2008 è approdato alla Juventus. Ha trascorso quattro stagioni come secondo portiere. Spesso è stato chiamato a sostituire Gianluigi Buffon. Con i bianconeri ha vinto lo scudetto nel 2012. In quella stagione, però, non scese mai in campo.

Gli ultimi anni della sua carriera lo hanno visto giocare in Germania con l'Augsburg. Successivamente si è trasferito in Inghilterra al Liverpool. Ha concluso la sua carriera nel 2017. Non ha più collezionato ulteriori presenze ufficiali. Con la nazionale austriaca, Manninger ha difeso i pali per un decennio. Ha partecipato anche a Euro 2008.

Dopo il ritiro dal calcio, ha sorpreso tutti. Ha lasciato il mondo del pallone per tornare alle sue origini. Si è ritirato sulle montagne austriache. Ha ripreso il mestiere di falegname. Un'arte che aveva imparato in gioventù.

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