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Un giovane di 17 anni è stato arrestato per aver pianificato un attacco terroristico in una scuola. L'indagine ha rivelato la sua adesione a ideologie estremiste e la ricerca di materiale per costruire armi.

Giovane arrestato per piano strage scolastica

Un diciassettenne è stato fermato dai carabinieri del Ros. L'operazione, denominata “Hate”, ha portato al suo arresto nella notte. Il giovane, originario di Pescara ma residente a Umbertide, in provincia di Perugia, è accusato di gravi reati. La Procura per i minorenni dell’Aquila ha disposto il suo trasferimento in un istituto penale minorile. Le accuse includono propaganda terroristica e istigazione a delinquere. Queste aggravanti riguardano l'odio razziale, etnico e religioso.

Il quadro investigativo emerso è particolarmente allarmante. Gli inquirenti hanno ricostruito un piano dettagliato. Il minorenne non si limitava a frequentare ambienti online estremisti. Stava attivamente pianificando una strage in un istituto scolastico. Il suo modello di riferimento era il massacro della Columbine High School. L'idea agghiacciante prevedeva anche il suo suicidio immediato dopo l'attacco.

Ispirazione dalla strage della Columbine

La strage alla Columbine High School è un evento tragico della storia recente. Il 20 aprile 1999, due studenti hanno compiuto un massacro. Entrarono nella scuola armati di fucili, pistole ed esplosivi artigianali. Il loro piano iniziale prevedeva l'uso di bombe nella mensa. L'obiettivo era causare un numero ancora maggiore di vittime. Tuttavia, gli ordigni non esplosero. I due aggressori iniziarono quindi una sparatoria all'interno dell'istituto. Uccisero 12 studenti e un insegnante. Ferirono oltre 20 persone. Dopo circa 50 minuti di terrore, si tolsero la vita nell'edificio scolastico.

Questo riferimento dimostra la gravità delle intenzioni del 17enne arrestato. L'ispirazione a un evento così violento sottolinea la pericolosità del suo piano. La dinamica della strage di Columbine è stata studiata nei minimi dettagli. Il giovane sembrava voler replicare quell'orrore.

Materiale d'odio e violenza online

L'indagine è partita nell'ottobre 2025. Ha portato alla luce un universo digitale inquietante. Questo spazio era dominato da odio e violenza. Attraverso la piattaforma Telegram, il 17enne diffondeva materiale pericoloso. Includeva manuali dettagliati per la costruzione di armi da fuoco. Alcune di queste potevano essere realizzate con stampanti 3D. Venivano anche condivise istruzioni per la creazione di ordigni esplosivi. Tra questi figurava il TATP. È noto come “madre di Satana”. Questo esplosivo è stato utilizzato in attentati a Parigi e Bruxelles.

Il materiale sequestrato conteneva anche informazioni su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose. Erano presenti veri e propri vademecum. Questi spiegavano come sabotare servizi pubblici essenziali. La diffusione di tali informazioni rappresenta un grave rischio per la sicurezza pubblica. L'indagine ha evidenziato la sua capacità di reperire e condividere conoscenze altamente pericolose.

Legame con la galassia neonazista

Il giovane arrestato gravitava attorno a un gruppo Telegram specifico. Si chiamava “Werwolf Division”. Questo gruppo è di matrice neonazista e suprematista. Nei canali venivano esaltati terroristi noti. Tra questi Brenton Tarrant, autore della strage di Christchurch. Veniva citato anche Anders Breivik, responsabile degli attentati di Oslo e Utoya. Questi individui venivano descritti come “santi” da emulare. L'ideologia estremista era chiaramente presente.

L'operazione ha portato anche a sette perquisizioni. Queste sono avvenute tra Abruzzo, Emilia-Romagna e Toscana. Altri minorenni sono stati coinvolti. Sono inseriti nello stesso circuito estremista digitale. Sono indagati per propaganda e istigazione all’odio. Gli investigatori descrivono un ecosistema transnazionale. Questo è caratterizzato da ideologie suprematiste e accelerazioniste. Vi è una forte fascinazione per la violenza.

Il precedente bresciano e l'operazione "Imperium"

Il legame con Brescia emerge chiaramente. L'indagine “Hate” ha radici in una precedente operazione. Si chiamava “Imperium”. Questa era stata avviata nel dicembre 2023. L’Articolazione anticrimine del Ros l’aveva condotta proprio nella città di Brescia. In quell'inchiesta, conclusasi nel luglio 2025, il 17enne era già stato perquisito. Gli investigatori bresciani lo avevano individuato monitorando ambienti social e canali Telegram.

Questi canali erano legati alla propaganda suprematista. Vi era anche la negazione della Shoah. Si apologistava il fascismo e il nazismo. L'operazione “Imperium” aveva portato all'identificazione di 29 indagati in tutta Italia. La maggior parte erano giovani tra i 18 e i 25 anni. Tra loro c'era anche un 21enne residente in provincia di Brescia. A quest'ultimo era stato imposto l'obbligo di firma. Nei gruppi monitorati circolavano messaggi d’odio. Erano diretti contro persone straniere, musulmani e comunità LGBTQ+. Vi erano veri e propri inviti a compiere atti violenti e incendi.

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