Un'iniziativa a Bologna mira a ridurre lo spreco alimentare utilizzando verdure esteticamente imperfette ma nutrienti nelle mense. Il progetto coinvolge produttori, distributori e ristoratori per una filiera più sostenibile.
Valorizzare ortofrutta esteticamente imperfetta
Nasce un nuovo progetto per dare valore a prodotti ortofrutticoli. Questi alimenti sono buoni, sicuri e nutrienti. Rischiano però di essere scartati dal mercato. La causa è unicamente l'aspetto estetico non perfetto. L'iniziativa si chiama 'Scelti perché buoni'.
È promossa da Camst group, Agribologna e Conor. Quest'ultima è una società del Gruppo Agribologna. Il progetto unisce produzione agricola, distribuzione e ristorazione. Crea un modello di filiera sostenibile. L'obiettivo principale è prevenire lo spreco alimentare.
Il piano prevede l'acquisto e la valorizzazione di ortaggi di stagione. Saranno utilizzati ortaggi visivamente imperfetti. In particolare, si parla di melanzane, zucchine, cetrioli e carote. Questi finiranno nei menu di una selezione di sei ristoranti. I locali appartengono a Camst group e si trovano a Bologna e provincia.
Sei ristoranti Tavolamica aderiscono al progetto
A partire dal primo luglio, l'iniziativa prenderà il via in sei locali. Si tratta di punti vendita Tavolamica. Questo è il servizio di ristorazione offerto da Camst. È pensato per la pausa pranzo. Utilizza la formula del self service.
Il progetto è ancora nelle sue fasi iniziali. Tuttavia, ha ambizioni significative. In sei mesi, punta a valorizzare circa 16 tonnellate di ortaggi. Questi prodotti, sebbene imperfetti, sono ugualmente validi. La loro valorizzazione avrà un impatto ambientale notevole.
L'impatto potenziale è pari a 28,3 tonnellate di CO₂ evitate. Questa quantità di CO₂ è equivalente alle emissioni prodotte percorrendo circa 236.000 chilometri in auto. Si tratta quasi di sei volte il giro completo della Terra. Il consumo idrico evitato raggiunge i 368.163 litri d'acqua.
Questo volume d'acqua è paragonabile a oltre 6.100 docce della durata di cinque minuti ciascuna. L'iniziativa dimostra come piccoli gesti possano avere grandi ricadute positive sull'ambiente.
Una riflessione contro la 'società dello scarto'
Andrea Segrè, fondatore di Last Minute Market e direttore scientifico della Campagna Spreco Zero, ha commentato il progetto. Ha sottolineato l'impatto ambientale positivo. Ma ha anche evidenziato la necessità di una riflessione più profonda. Il progetto 'Scelti perché buoni' ci spinge a considerare il valore del cibo.
Il consumatore può scegliere prodotti che non sono perfetti esteticamente. Questi alimenti sono ugualmente buoni. Dal punto di vista nutrizionale, sono perfettamente identici. Scartarli significa non solo buttare cibo. Significa anche penalizzare un produttore e un consumatore. Segrè ha citato Papa Francesco e la sua enciclica 'Laudato Si'. Ha richiamato l'urgenza di uscire dalla 'società dello scarto'.
Franco Linguerri, presidente di Agribologna, ha aggiunto un altro punto. Si assiste sempre più a prodotti validi ma inestetici. Questo è dovuto anche all'uso ridotto e più sostenibile di pesticidi e fertilizzanti. Inoltre, i danni causati dagli eventi meteo estremi influenzano l'aspetto dei prodotti. C'è un valore da recuperare, ha affermato.
Mattia Grillini, vicepresidente di Camst Group, ha concluso: «C'è un valore da recuperare. Quello del cibo. E oggi noi mettiamo il nostro piccolo mattoncino». L'impegno di queste realtà mira a cambiare la percezione del cibo. Si vuole promuovere un consumo più consapevole e meno superficiale.