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Un uomo di 45 anni è stato rinviato a giudizio a Bologna per l'omicidio di Nadia Khaidar. L'accusa include stalking e futili motivi, impedendo riti alternativi. La prima udienza è fissata per dicembre.

Omicidio a Bologna: processo per Redouane Ennakhali

Redouane Ennakhali, cittadino marocchino di 45 anni, affronterà un processo per l'omicidio di Nadia Khaidar. La vittima, connazionale di 50 anni, è deceduta dopo un'aggressione avvenuta nella sua abitazione. La decisione è giunta al termine dell'udienza preliminare presieduta dal Gup Andrea Romito.

La prima udienza è stata fissata per il 1° dicembre. Si terrà davanti alla Corte di assise di Bologna. L'imputato, attualmente detenuto, è accusato di aver aggredito la donna il 27 luglio 2025. La signora Khaidar è morta l'8 ottobre dello stesso anno. Le sue condizioni erano apparse subito gravissime dopo l'attacco.

Motivazioni e stalking alla base dell'omicidio

Secondo la Procura, l'intento di Ennakhali era quello di instaurare una relazione sentimentale con la vittima. Il rancore per i rifiuti subiti avrebbe alimentato il suo comportamento. L'uomo era convinto che la signora Khaidar avesse relazioni con altri. Credeva anche che lei lo screditasse pubblicamente. Per questo motivo, avrebbe installato un dispositivo di localizzazione satellitare sotto l'auto della donna. L'obiettivo era controllarne gli spostamenti.

La mattina stessa dell'aggressione, l'imputato avrebbe inviato oltre 760 messaggi alla vittima. Questo dimostra un'ossessione e un controllo costante. L'escalation di violenza è culminata nell'attacco mortale. Le indagini hanno ricostruito la dinamica degli eventi.

Dettagli dell'aggressione e aggravanti confermate

L'aggressione è avvenuta all'interno dell'appartamento di via del Cossa. La signora Khaidar è stata trascinata dentro casa. È stata colpita con un coltello e un altro oggetto contundente. L'omicidio presenta diverse aggravanti. Tra queste, lo stalking e i futili motivi. È stata inoltre confermata l'aggravante di aver agito in stato di preordinata ubriachezza. Tale condizione era finalizzata alla commissione del reato.

Il giudice ha respinto le richieste della difesa. Gli avvocati Alfonso Marra e Rocco Cariglino avevano sollevato eccezioni sull'inutilizzabilità di una consulenza medico-legale. La consulenza era stata ritenuta ripetibile dagli inquirenti. Il rigetto di queste eccezioni ha confermato le aggravanti. Queste circostanze precludono l'accesso al rito abbreviato.

La difesa pronta a nuove istanze

I legali di Redouane Ennakhali hanno annunciato nuove strategie. «Riproporremo le questioni davanti alla Corte di assise», hanno dichiarato. La difesa intende contestare nuovamente le decisioni del Gup. La battaglia legale si sposta ora alla fase dibattimentale. Le aggravanti confermate rendono il percorso processuale più complesso per l'imputato.

La Procura ha dunque ottenuto un importante risultato. Il rinvio a giudizio segna un passo avanti verso la definizione del caso. La famiglia della vittima attende giustizia. La Corte di assise dovrà valutare le prove presentate. Sarà fondamentale l'esito delle testimonianze e delle perizie. La vicenda giudiziaria è ancora lunga.