Avvio dei lavori per il cantiere MuBa al Pilastro, Bologna, segnato da tensione e proteste. La presenza di mezzi pesanti e forze dell'ordine ha caratterizzato la mattinata, con il comitato MuBasta che denuncia la situazione.
Avvio lavori cantiere MuBa al Pilastro
La giornata è iniziata con forte tensione nel quartiere Pilastro di Bologna. L'arrivo di numerosi mezzi pesanti nel parco Mitilini, Moneta e Stefanini ha dato il via a una nuova fase di lavori. Il comitato MuBasta ha segnalato la presenza di veicoli blindati, camion e attrezzature da cantiere, incluse autopompe e betoniere. Questi mezzi erano pronti per iniziare le operazioni di getto del cemento.
Secondo quanto riferito dagli attivisti del comitato MuBasta, l'intervento sarebbe stato pianificato con un notevole schieramento di forze. L'obiettivo era assicurare lo svolgimento dei lavori senza impedimenti. L'area è stata descritta come una vera e propria «zona militarizzata».
Denuncia di «militarizzazione» del quartiere
Il comitato MuBasta ha denunciato apertamente una situazione di «militarizzazione» nel quartiere. Secondo le loro segnalazioni, l'area era presidiata da numerose camionette della polizia e mezzi blindati. Era presente anche un idrante, con le forze dell'ordine schierate per controllare gli accessi. Le strade vicine al parco sarebbero state temporaneamente chiuse. Sono state imposte limitazioni anche per i pedoni. I mezzi da cantiere hanno potuto accedere all'area per iniziare le operazioni.
Tra i mezzi presenti, una pompa autocarrata era pronta a operare per molte ore. Questo dettaglio è stato interpretato dagli attivisti come un segnale della volontà di procedere rapidamente con i lavori. La situazione è stata documentata anche attraverso un post condiviso sui social media dal profilo 40127 (@mu.basta_rionepilastro).
Progetto contestato e accelerazione dei lavori
Al centro delle proteste vi è il progetto che interessa l'area verde del Pilastro. Questa zona è da tempo oggetto di forte contestazione da parte dei residenti e degli attivisti. Il comitato MuBasta definisce l'intervento «ecocida». Essi denunciano una scelta che, a loro dire, comprometterebbe in modo irreversibile il parco.
Secondo MuBasta, l'accelerazione delle operazioni e il massiccio dispiegamento delle forze dell'ordine mirano a prevenire ritardi o opposizioni. Questo avverrebbe in una fase considerata cruciale per il proseguimento del cantiere. La tensione è palpabile tra i residenti e le autorità.
La Consulta del Verde boccia il progetto
Anche la Consulta comunale del Verde ha espresso un parere nettamente contrario al progetto del MuBa. In una lettera inviata al consiglio comunale, l'organo consultivo ha chiesto di bloccare definitivamente ogni nuova edificazione nelle aree verdi pubbliche. Queste aree sono definite «presidi necessari alla salute» e quindi da considerare inviolabili.
Il documento critica apertamente la decisione di realizzare un edificio di circa 748 metri quadrati. Questo sorgerà in un'area già caratterizzata da spazi verdi e alberature. L'area ospita già altre strutture. La Consulta teme una riduzione e frammentazione ulteriore della fruibilità del parco. Viene criticato anche l'impatto sugli alberi, tra abbattimenti ed espianti. La definizione del progetto come «a consumo di suolo zero» è contestata, poiché sottrarrebbe comunque una porzione significativa di spazio pubblico.
La Consulta lamenta inoltre il mancato coinvolgimento nel processo decisionale. Viene criticato il percorso partecipativo, ritenuto limitato. Infine, si contesta la gestione delle tensioni sul territorio con il ricorso alle forze dell'ordine.
Mobilitazione degli attivisti e dibattito cittadino
Di fronte all'avvio dei lavori, il comitato MuBasta ha lanciato un appello alla mobilitazione. Hanno invitato cittadini e sostenitori a raggiungere il quartiere per difendere l'area verde. Gli attivisti parlano di «resistenza». Chiedono un intervento per fermare quello che definiscono uno «scempio». La situazione resta sotto stretta osservazione delle forze dell'ordine.
Questo episodio riaccende il dibattito cittadino sul rapporto tra sviluppo urbano, tutela del verde e gestione dell'ordine pubblico a Bologna. Il caso del Pilastro si inserisce in un contesto più ampio di confronto tra istituzioni e comitati cittadini. Riguarda interventi urbanistici e trasformazioni del territorio.
Nelle prossime ore si attendono eventuali sviluppi e prese di posizione ufficiali da parte del Comune e della Questura di Bologna.