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Una studentessa straniera a Bologna ha ottenuto il rinnovo del permesso di soggiorno grazie a una sentenza del Tar. I giudici hanno riconosciuto la sua condizione di depressione come giustificazione per il mancato superamento degli esami universitari.

Studentessa straniera ottiene permesso di soggiorno a Bologna

La Questura di Bologna aveva negato il rinnovo del permesso di soggiorno. La motivazione era il mancato raggiungimento del numero minimo di esami universitari. La giovane studentessa aveva presentato ricorso al Tar dell'Emilia-Romagna.

I giudici amministrativi hanno accolto le sue ragioni. Hanno annullato il decreto di diniego emesso dalla Questura. La decisione si basa sul riconoscimento delle difficoltà personali della studentessa.

La giovane ha documentato un periodo di forte depressione. Questo stato ha influito negativamente sul suo rendimento accademico. Il Tar ha ritenuto valida questa giustificazione.

Rendimento accademico e problemi di salute

La studentessa straniera è arrivata in Italia nel 2021. Si è iscritta al corso di laurea in Scienze statistiche presso l'Alma Mater. Al secondo anno fuori corso, aveva sostenuto solo quattro esami.

In quattro anni accademici, ha maturato 38 crediti. Erano necessari 180 crediti per proseguire gli studi. Per questo motivo, la sua richiesta di rinnovo del permesso è stata respinta nel dicembre 2025.

La ragazza, assistita dall'avvocata Dorina Merdini, ha presentato ricorso. Ha evidenziato che l'Amministrazione non aveva considerato la deroga per gravi motivi di salute. La documentazione medica presentata attestava una sintomatologia depressiva.

La sentenza del Tar e l'interpretazione della norma

La depressione è insorta nel 2022, poco dopo il suo trasferimento in Italia. I referti medici specificavano le conseguenze sul rendimento nello studio. L'avvocata Merdini ha sottolineato la fragilità della sua assistita.

I giudici del Tar hanno riconosciuto che la norma richiede il superamento di almeno un esame all'anno. La studentessa non ne ha sostenuti nell'anno accademico 2022-2023. Tuttavia, il collegio ha ritenuto che un'interpretazione troppo rigida potesse sollevare dubbi di legittimità costituzionale.

La disposizione va applicata con flessibilità al caso specifico. L'anno 2022-2023 è stato quello in cui la giovane ha subito i maggiori effetti della patologia. Pertanto, la norma è stata interpretata in modo più umano.

Il commento dell'avvocata e il futuro della studentessa

L'avvocata Dorina Merdini ha commentato con soddisfazione la sentenza. Ha dichiarato: «Da avvocato che ha seguito il caso con partecipazione posso dire di aver creduto in questa causa dal primo giorno, perché il diritto deve saper proteggere anche la fragilità.»

Ha aggiunto: «Dietro ogni pratica c'è una persona, una storia, una fragilità che merita di essere ascoltata con umanità oltre che con rigore giuridico.» La giovane donna potrà dunque rimanere in Italia.

La studentessa ha espresso la volontà di proseguire il suo percorso universitario. La sentenza del Tar rappresenta un importante riconoscimento della tutela della salute mentale nel contesto del diritto di soggiorno.