Il sindacato Sunia lancia un allarme sulla crescente difficoltà di accesso all'abitazione a Bologna e nei comuni limitrofi. I dati sugli sfratti indicano un problema di espulsione dei lavoratori con redditi bassi.
Aumento degli sfratti nell'area metropolitana
Una parte dei lavoratori non riesce più a sostenere i costi abitativi in città. Questo fenomeno preoccupante si sta ora estendendo ai comuni circostanti Bologna. A lanciare l'allarme è il Sunia Bologna. L'organizzazione ha presentato un rapporto dettagliato. Questo analizza le udienze di convalida degli sfratti per l'anno 2025. Vengono anche forniti i primi dati relativi al 2026.
Nel corso del 2025, nei 54 comuni che compongono la Città metropolitana, sono stati gestiti 930 procedimenti legali di sfratto. La maggior parte, pari al 64,8%, riguardava la morosità. Si trattava di 603 casi. La restante parte, il 35,2%, era legata alla fine del contratto di locazione. Questi rappresentavano 327 casi. Le convalide effettive degli sfratti sono state stimate in 718.
Bologna e i comuni limitrofi: un quadro in evoluzione
La città di Bologna da sola ha registrato 446 procedimenti di sfratto. Di questi, 329 sono stati convalidati. All'interno di questi, 167 casi erano dovuti a morosità. Altri 162 casi erano legati alla scadenza del contratto. Quest'ultima motivazione sta raggiungendo quasi la metà del totale.
Tra i comuni che seguono Bologna per numero di procedimenti, troviamo Imola con 55 casi. San Lazzaro di Savena e Valsamoggia ne contano 32 ciascuno. Seguono Zola Predosa con 28 e Casalecchio di Reno con 25 procedimenti.
Il confronto tra i primi nove mesi del 2025 e lo stesso periodo del 2026 evidenzia alcune tendenze. Nell'intera area metropolitana, i procedimenti per morosità sono diminuiti. Sono passati da 449 a 374. Anche quelli per finita locazione hanno visto un calo. Sono scesi da 246 a 192.
Il processo di espulsione si sposta verso la cintura
All'interno della città di Bologna, i procedimenti per finita locazione sono diminuiti significativamente. Sono passati da 158 a 106. Nel resto dell'area metropolitana, invece, questi stessi procedimenti sono rimasti sostanzialmente stabili. Sono passati da 88 a 85.
Secondo l'analisi del Sunia, questa situazione indica un chiaro spostamento del problema. Il processo di espulsione degli inquilini sta migrando verso la cintura metropolitana. A essere maggiormente colpiti da questa tendenza sono i lavoratori con salari bassi. Lo sottolinea Ramelli, rappresentante del Sunia. Egli solleva un interrogativo fondamentale sulla natura della città.
«Bologna è la città del lavoro o è la città della rendita?», si chiede Ramelli. Questa domanda evidenzia la preoccupazione per un modello urbano che potrebbe favorire gli investimenti immobiliari a scapito della residenzialità accessibile per i lavoratori.
Il sindacato esprime forte preoccupazione per il futuro abitativo della città e del suo hinterland. La difficoltà di accesso a un alloggio dignitoso e a prezzi accessibili rappresenta una sfida sociale crescente. Le politiche abitative dovranno affrontare questa problematica con urgenza.
La situazione richiede un'attenta analisi delle cause profonde. Tra queste, l'aumento dei prezzi degli affitti e la scarsità di alloggi a canone calmierato. Il Sunia chiede interventi concreti per garantire il diritto alla casa.
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