La Polizia e la Guardia di Finanza di Bologna hanno sequestrato criptovalute per oltre 7,5 milioni di dollari. L'operazione 'Cagliostro' ha colpito una presunta truffa sugli investimenti fotovoltaici.
Maxi sequestro di valuta virtuale a Bologna
Le forze dell'ordine di Bologna hanno portato a termine un'operazione di notevole portata. È stato eseguito un sequestro di criptovalute che supera i 7,5 milioni di dollari. Questa azione rientra nell'ambito dell'operazione denominata 'Cagliostro'.
L'intervento è stato condotto congiuntamente dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza. Le attività investigative sono state coordinate dalla Procura locale. Gli inquirenti ritengono che si tratti di uno dei sequestri di valuta virtuale più significativi mai registrati in Italia.
Secondo capitolo dell'indagine 'Cagliostro'
Questa operazione rappresenta il secondo atto di un'indagine più ampia. Lo scorso autunno, la stessa inchiesta aveva già smascherato una presunta truffa. Questa era legata a falsi investimenti nel settore del fotovoltaico, definiti 'green'.
L'indagine è riconducibile al caso 'Voltaiko'. Si trattava di uno schema transnazionale che avrebbe coinvolto circa 6.000 risparmiatori. Le somme raccolte promettevano alti rendimenti da impianti fotovoltaici all'estero.
Tuttavia, questi impianti sono risultati essere inesistenti. I fondi venivano poi trasferiti su piattaforme digitali. L'obiettivo era la conversione in criptovalute per rendere più difficile la loro tracciabilità. Questo metodo mirava a ostacolare le indagini.
Collaborazione internazionale e precedenti sequestri
Le indagini hanno beneficiato di una collaborazione cruciale. Gli investigatori finanziari hanno lavorato a stretto contatto con specialisti della polizia cibernetica. Fondamentale è stato anche il supporto internazionale.
Hanno collaborato Eurojust e le autorità giudiziarie della Francia. Questo coordinamento ha permesso il blocco tempestivo dei portafogli digitali. L'inchiesta era iniziata nell'ottobre 2025. Aveva già portato all'oscuramento del sito web utilizzato per la truffa. Inoltre, erano stati congelati 95 conti bancari.
Erano stati sequestrati anche altri beni. Tra questi figuravano dispositivi elettronici, beni di lusso, lingotti d'oro e due ville. Queste ultime si trovavano nella provincia di Rimini. Il valore complessivo di questi beni era di quasi 2 milioni di euro.
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