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Quattro minorenni sono stati arrestati a Bologna a seguito di violenti scontri che hanno coinvolto anche 36 agenti delle forze dell'ordine. La protesta, iniziata pacificamente, è degenerata in atti di vandalismo e aggressioni.

Violenti scontri in centro città

La città di Bologna è stata teatro di gravi disordini. Gli scontri si sono concentrati principalmente nei pressi della stazione ferroviaria e nelle vie limitrofe. Il bilancio provvisorio parla di 4 arresti, tutti minorenni, accusati di resistenza aggravata. Sono inoltre 7 le persone denunciate e altre 10 sono state condotte in Questura per accertamenti. La posizione di queste ultime è ancora al vaglio degli inquirenti. Quaranta persone sono state identificate dalle forze dell'ordine. Purtroppo, 36 agenti hanno riportato ferite o contusioni durante gli eventi. Tra questi, 10 poliziotti del Reparto Mobile hanno richiesto assistenza medica al Pronto Soccorso. Altri agenti della Digos, del Reparto Padova e del Reparto Senigallia, insieme a 6 Carabinieri, hanno subito contusioni.

La protesta degenera in guerriglia urbana

La situazione è degenerata rapidamente, trasformandosi in una vera e propria guerriglia urbana. Le scene più concitate si sono verificate in Piazza Medaglie d'Oro, davanti alla stazione. Le forze dell'ordine hanno dovuto utilizzare idranti e lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Da parte di gruppi di giovani incappucciati, si è registrato un fitto lancio di sassi e altri oggetti. Diversi mezzi di sharing, come le Mobike, sono stati danneggiati e rovesciati. Sanpietrini, cocci di bottiglia e tondini di ferro sono stati utilizzati come proiettili. Altri gruppi di giovanissimi, anch'essi incappucciati, sono stati fermati dalle autorità a poche centinaia di metri dalla stazione. Questi blocchi sono avvenuti all'incrocio dei Viali di Circonvallazione, tra il Ponte di Via Matteotti e Via Indipendenza.

Danni e imbrattamenti, il sindaco condanna la violenza

I disordini hanno causato anche ingenti danni. Muri sono stati imbrattati con scritte, anche nei pressi della Basilica di San Petronio. La protesta era iniziata nel pomeriggio con un corteo pacifico partito da Piazza Minghetti. I manifestanti intendevano protestare contro il caro-vita e gli aumenti dei prezzi. Il corteo si era snodato per le vie del centro, tra cui via Farini e via Marconi. Tuttavia, un gruppo di manifestanti si è staccato dal corteo principale in zona stazione. Questo gruppo si è diretto verso la piazza antistante, lanciando fumogeni, bottiglie di vetro e transenne. La violenza è proseguita fino a tarda sera. Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha definito le scene registrate «inaccettabili». Ha condannato la devastazione dei beni pubblici e la violenza, affermando che non hanno alcuna giustificazione. Il sindaco ha inoltre rivolto un appello ai giovani, invitandoli a isolare chi usa le manifestazioni per sfogare rabbia e devastare la città.

Reazioni politiche e richieste di sicurezza

Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Il deputato del PD, Andrea De Maria, ha ribadito l'importanza della libertà di manifestare, ma ha sottolineato come questa non debba mai confondersi con atti di violenza e danneggiamento. L'eurodeputato di Fdi, Stefano Cavedagna, ha chiesto al sindaco di convocare un tavolo urgente sulla sicurezza. L'obiettivo è applicare il Daspo immediato ai responsabili dei danneggiamenti e degli imbrattamenti. Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha criticato le sinistre e Maurizio Landini, accusandoli di preferire sfilare in piazza in campagna elettorale mentre altre città sono teatro di guerriglia urbana. La deputata della Lega, Laura Cavandoli, ha definito «deplorevoli» le scene, paragonando Bologna a un campo di battaglia. Ha chiesto che i responsabili paghino interamente i danni causati.