La difesa di Marin Jelenic, accusato dell'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, ha richiesto una perizia psichiatrica. La Corte d'Assise di Bologna valuterà la richiesta dopo aver ascoltato le parti.
Richiesta perizia psichiatrica per Marin Jelenic
L'avvocato Christian Di Nardo, legale di Marin Jelenic, ha presentato una richiesta formale alla Corte d'Assise di Bologna. L'istanza riguarda l'esecuzione di una perizia psichiatrica sul suo assistito. Jelenic, un uomo di 36 anni, è imputato per l'omicidio di Alessandro Ambrosio. Quest'ultimo era un capotreno di 34 anni.
Ambrosio fu accoltellato alle spalle. L'aggressione avvenne la sera del 5 gennaio. Il tragico evento si svolse nel parcheggio del piazzale Ovest della stazione di Bologna. L'area è riservata ai dipendenti delle Ferrovie. La vittima era fuori servizio al momento dell'attacco.
Dubbi sulla capacità di intendere e volere
Il difensore ha dichiarato: «Depositerei e chiederei fin d'ora una consulenza psichiatrica sulla capacità di intendere e volere e sulla capacità di stare a processo». A supporto della sua richiesta, l'avvocato Di Nardo ha prodotto due attestazioni. Queste provengono dal carcere di Bologna. Documentano problemi psichiatrici pregressi riscontrati in Jelenic.
Il pubblico ministero, Michele Martorelli, ha presentato alla Corte l'intero fascicolo del carcere di Bologna. Questo include anche documenti provenienti dal carcere di Brescia. Il PM ha affermato: «Ritengo che in questi documenti ci sono più informazioni rispetto a quelli della Casa Rocco D'Amato».
La posizione del PM e delle parti civili
Nonostante ciò, il PM Martorelli ha espresso parere contrario alla richiesta di perizia. Secondo il pubblico ministero, le carte non rivelano profili di problemi psichiatrici. Evidenziano piuttosto una persona sfuggente. Una persona che fornisce risposte brevi. Inoltre, non ha offerto spiegazioni sul suo gesto.
Il PM ha aggiunto: «Non ci sono evidenze di trattamenti psichiatrici e farmacologici». Per questo motivo, la perizia avrebbe una natura esplorativa. Ha concluso: «È troppo semplice chiedere un difetto di intendere e volere senza provarlo». La Corte d'Assise si è ritirata in camera di consiglio per prendere una decisione.
Ammesse tutte le parti civili
Nel frattempo, la Corte ha ammesso tutte le parti civili costituite. Tra queste figurano i genitori di Alessandro Ambrosio. Sono rappresentati dall'avvocato Alessandro Numini. Presente anche il Comune di Bologna, con l'avvocato Antonio Carastro.
Sono state ammesse anche la Filt Cgil di Bologna, difesa dall'avvocato Simone Sabattini, e la Fit Cisl Emilia-Romagna, assistita dall'avvocato Giuseppe Fortino. Tutte le parti civili hanno espresso la loro adesione alle considerazioni del PM. Si sono quindi associate nel rigettare la richiesta di perizia psichiatrica.