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Ricercatori a Bologna esplorano nuove terapie per la leucemia mieloide acuta, concentrandosi su vulnerabilità genetiche e infiammazione. L'obiettivo è sviluppare trattamenti più efficaci per un tumore difficile da curare.

Nuove speranze contro tumori resistenti

Un'indagine scientifica innovativa è in corso presso il Policlinico Sant'Orsola Irccs di Bologna. Un team di esperti sta studiando le cause profonde della leucemia mieloide acuta. Questo progetto riceve un importante sostegno dalla Fondazione Airc per la ricerca sul cancro.

L'obiettivo principale è analizzare la connessione tra specifiche alterazioni genetiche, l'eccessiva produzione di una proteina immunitaria e un'infiammazione anomala nel midollo osseo. Si punta a identificare nuovi approcci terapeutici.

La ricerca mira a sviluppare immunoterapie innovative. Queste nuove cure potrebbero offrire una speranza concreta per i pazienti affetti da uno dei tumori del sangue più ostinati alle terapie attuali.

Individuare il punto debole della malattia

Gli scienziati definiscono questa patologia ematologica come una delle sfide mediche più ardue. Tuttavia, ritengono che possa celare un inaspettato punto debole. Questo è esattamente ciò che la ricerca intende scoprire.

Il progetto, che si estenderà per cinque anni, è guidato dall'ematologo Antonio Curti. Ha ottenuto un finanziamento significativo tramite il bando «Investigator Grant 2025» di Airc. Il contributo totale potrà raggiungere gli 800mila euro, con una parte già erogata a fine 2025.

La ricerca si concentrerà sui legami tra le mutazioni del gene TP53 nelle cellule leucemiche. Si studierà l'infiammazione disfunzionale del midollo osseo e l'eccessiva produzione di interferone gamma.

Comprendere i meccanismi per nuove terapie

«Il nostro scopo è capire i processi biologici che regolano l'interazione tra le cellule tumorali e il loro ambiente», ha dichiarato Curti. «Ciò ci permetterà di individuare i punti su cui intervenire con terapie mirate».

L'intento è spegnere l'infiammazione e ripristinare la corretta funzionalità del sistema immunitario del paziente. Curti ha paragonato la leucemia mieloide acuta con mutazioni di TP53 al mito di Achille.

«Una malattia che appare invincibile, ma che deve possedere un punto di vulnerabilità», ha aggiunto. «Con questo studio, cerchiamo proprio il 'tallone d'Achille' di questa patologia, analizzando il suo microambiente».