Il Primo Maggio a Bologna è stato dedicato alla dignità del lavoro e al commovente ricordo di Alessandro Ambrosio, giovane capotreno scomparso tragicamente a gennaio. La sua band ha suonato sul palco, sottolineando l'importanza dell'unità e della comprensione reciproca.
Commemorazione di Alessandro Ambrosio
La Festa dei Lavoratori a Bologna ha visto un momento di profonda commozione. Al centro delle celebrazioni promosse da Cgil, Cisl e Uil, vi era la dignità del lavoro. Un ricordo particolarmente toccante ha riguardato Alessandro Ambrosio. Questo giovane capotreno, di soli 34 anni, ha perso la vita la sera del 5 gennaio. L'omicidio è avvenuto nel parcheggio del Piazzale Ovest della Stazione di Bologna. L'accusa per la sua morte ricade su un cittadino croato, Marin Jelenic.
Il nome di 'Ambro', come era affettuosamente conosciuto da tutti, ha risuonato forte durante gli eventi. La sua band, gli 'About:blank', è salita sul palco allestito in Piazza Maggiore. Hanno dedicato un lungo e sentito pensiero al loro giovane chitarrista. I genitori di Ambro erano presenti tra il pubblico, visibilmente commossi.
Il messaggio della band 'About:blank'
La band ha iniziato il suo intervento ponendosi una domanda fondamentale. «Vorremmo rispondere alla domanda perché siamo qui oggi su questo palco», hanno dichiarato. Hanno spiegato di non essere lì per raccontare chi fosse Ambro per loro. Nemmeno per ricordarlo specificamente o per parlare della sua musica. La musica del gruppo, per lui e per loro, era stata una fonte di luce nella vita.
«Sì, ma allora perché siamo qui? Partiamo da cosa è successo», hanno proseguito. Hanno descritto l'evento come «talmente assurdo, disumano e terribile». Questo ha portato tutti a porsi la stessa domanda in quei giorni: «Com'è stato possibile tutto questo? Che cosa è andato esattamente storto?».
Da lì, la domanda sulla responsabilità è diventata quasi inevitabile. La risposta, secondo la band, è sempre la stessa: «gli altri». Hanno ammesso un fallimento collettivo. «Abbiamo fallito perché in un momento in cui centinaia, migliaia, forse miliardi di cose potevano essere fatte meglio diversamente a monte abbiamo puntato il dito», hanno spiegato. Hanno guardato «ciò che è diverso da noi» e hanno imputato la colpa. «Ci siamo divisi, ci siamo divisi tutti e divisi gli uomini non vanno da nessuna parte», hanno concluso.
La musica come collante sociale
La band ha poi sottolineato il potere della musica. «Se la musica è un pregio è che è un grandissimo collante», hanno affermato. La musica riesce a tenere unite le persone. Per questo, il loro intento sul palco non era portare solo la loro musica. Volevano trasmettere «l'archetipo, la filosofia che dietro ad essa risiedono».
Hanno enfatizzato l'importanza di ascoltare e capire. Di dare dignità di esistere anche a ciò che è diverso da noi. Anche se non ci riconosciamo in quel diverso, possiamo crescere e migliorare. «Se miglioriamo tutti un pochettino il mondo migliora e in un mondo migliore le cose come queste non non succedono», hanno concluso.
Le istituzioni e la sicurezza
Anche il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha ricordato il capotreno. Ha espresso un giudizio critico sull'operato delle istituzioni. «Le istituzioni non stanno facendo abbastanza», ha dichiarato. Secondo il sindaco, le risposte fornite finora per la messa in sicurezza della stazione «non sono sufficienti».