Bologna saluta Fabio Roversi Monaco, figura di spicco dell'accademia e della cultura. L'ultimo addio è previsto per lunedì 31 marzo con esequie accademiche e religiose.
Addio a una figura di spicco bolognese
La città di Bologna si stringe nel cordoglio per la scomparsa di Fabio Roversi Monaco. La sua morte, avvenuta il giorno precedente, lascia un vuoto incolmabile nel panorama accademico e culturale. Roversi Monaco, stimato giurista e professore emerito di Diritto amministrativo, aveva 87 anni. La sua lunga carriera è stata profondamente legata all'Università di Bologna, l'Alma Mater, che ha guidato con visione e dedizione per ben 15 anni. La sua rettoria, dal 1985 al 2000, ha segnato un periodo di significativa crescita e internazionalizzazione per l'ateneo. La sua eredità intellettuale e gestionale continua a influenzare l'istituzione.
Oltre al suo ruolo accademico, Roversi Monaco ha ricoperto importanti incarichi in diversi ambiti. Dal 2000 al 2013 ha presieduto la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, dimostrando un forte impegno verso lo sviluppo del territorio. Successivamente, dal 2013 al 2016, ha assunto la presidenza di Banca Imi, consolidando ulteriormente la sua influenza nel settore finanziario. La sua passione per la cultura si è manifestata anche nella presidenza del Museo della città Genus Bononiae. Tra il 2001 e il 2003, ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato dell'Istituto Giovanni Treccani, contribuendo alla diffusione del sapere attraverso l'Enciclopedia Italiana. La sua visione lungimirante lo ha portato, nel 2015, a ideare il Festival della Scienza Medica, un evento che ha promosso il dialogo e l'innovazione nel campo della salute. La sua vasta esperienza e il suo contributo alla ricerca scientifica sono stati riconosciuti dalla sua partecipazione al comitato scientifico di numerose riviste specializzate. La sua dedizione all'istruzione e alla cultura gli è valsa, oltre a una Laurea ad honorem in Medicina e Chirurgia dall'Alma Mater, ben 20 lauree Honoris Causa da università di tutto il mondo.
Un'eredità di alto profilo per Bologna
Numerosi sono stati i messaggi di cordoglio che hanno seguito la notizia della sua scomparsa. L'attuale rettore dell'Università di Bologna, Giovanni Molari, ha espresso il suo profondo rammarico, affermando che l'istituzione perde «una delle sue figure più autorevoli e rappresentative». Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha ricordato Roversi Monaco come una «persona dal multiforme ingegno, che ha saputo mettere a disposizione della città» le sue capacità. Un ricordo particolarmente commosso è giunto dall'ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi. Egli ha rievocato i tempi della giovinezza, quando i loro studi in Via Zamboni si affacciavano sullo stesso pianerottolo, permettendo un «rapporto quotidiano e uno scambio continuo».
Prodi ha sottolineato come l'amore di Roversi Monaco per la cultura, l'arte e la musica abbia trasceso i confini universitari, traducendosi in un «impegno costante nei confronti dell'intera città». L'ex premier ha concluso affermando che Roversi Monaco lascia a Bologna «un'eredità culturale di alto profilo». Anche il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha espresso il suo cordoglio, dichiarando che «viene meno una parte fondamentale della storia della città di Bologna e dell'Emilia-Romagna». La sua figura è stata centrale per lo sviluppo e la promozione della regione.
Programma dei funerali e omaggi
L'ultimo saluto a Fabio Roversi Monaco si terrà lunedì mattina, 31 marzo. Le esequie accademiche avranno luogo alle ore 12:00 nell'aula magna di Santa Lucia. Le porte dell'aula saranno aperte a partire dalle ore 11:00, consentendo a chiunque desideri partecipare di accedere con anticipo. Dalle 12:30 alle 14:00, sarà possibile rendere omaggio alla salma, offrendo un ultimo saluto personale. Successivamente, alle ore 14:30, si svolgerà la cerimonia funebre religiosa nella Cattedrale di San Pietro, un luogo simbolo della città che ospiterà l'addio definitivo a una figura così importante per Bologna e per l'intera comunità accademica e civile. La scomparsa di Roversi Monaco rappresenta la fine di un'era per l'università bolognese, ma la sua eredità intellettuale e il suo impatto sulla città continueranno a vivere attraverso le istituzioni che ha contribuito a far crescere e attraverso il ricordo di coloro che lo hanno conosciuto e stimato.
La figura di Fabio Roversi Monaco è stata un pilastro per l'istituzione universitaria bolognese, guidandola attraverso trasformazioni significative e contribuendo a proiettarla su scala internazionale. Il suo impegno non si è limitato all'ambito accademico, ma si è esteso alla promozione culturale e allo sviluppo del territorio, lasciando un segno indelebile. La sua capacità di coniugare la rigorosità scientifica con una profonda sensibilità culturale ha ispirato generazioni di studenti e accademici. La città di Bologna, in particolare, perde un suo figlio illustre, un uomo che ha dedicato la sua vita al progresso e alla valorizzazione del patrimonio intellettuale e artistico. Le celebrazioni previste per lunedì rappresentano un doveroso tributo alla sua memoria e un'occasione per riflettere sull'importanza del suo operato.
La sua influenza si è estesa ben oltre i confini di Bologna, come testimoniano le numerose lauree honoris causa ricevute da atenei internazionali. Questo riconoscimento globale sottolinea la portata del suo contributo alla conoscenza e alla ricerca. Il suo ruolo nella fondazione e nello sviluppo di istituzioni culturali come il Museo Genus Bononiae e l'ideazione del Festival della Scienza Medica dimostrano una visione a lungo termine e un impegno concreto per la diffusione della cultura e della scienza. La sua scomparsa è una perdita per l'Italia intera, che perde un intellettuale di statura europea. La comunità bolognese si prepara a salutarlo con il massimo rispetto e affetto, riconoscendo il valore inestimabile del suo lascito.