Il Festival AngelicA giunge alla sua 36ª edizione a Bologna, presentando 15 concerti dal 5 al 30 maggio. L'evento celebra la musica sperimentale con artisti internazionali e numerose prime esecuzioni.
Musica sperimentale e ricerca sonora a Bologna
La città di Bologna si prepara ad accogliere la 36ª edizione del Festival AngelicA. L'evento si svolgerà dal 5 al 30 maggio, offrendo un programma ricco di musica sperimentale e di ricerca. L'intento è quello di esplorare nuove frontiere sonore, con un occhio attento alla tradizione e uno proiettato verso il futuro.
Il festival si distingue per la sua vocazione internazionale, con artisti provenienti da ben 16 Paesi. Il programma include 15 concerti distribuiti in 12 giorni. Particolarmente degna di nota è la presenza di numerose anteprime: due prime italiane, due europee e ben otto prime assolute. Questo sottolinea l'impegno del festival nel presentare opere inedite e innovative al pubblico.
La musica viene intesa come un'esperienza capace di ridefinire lo spazio circostante. Il cuore pulsante del progetto è il Centro di Ricerca Musicale situato presso il Teatro San Leonardo di Bologna. Questa struttura, nata nel 2011, ha recentemente beneficiato di importanti investimenti per un valore superiore ai 500.000 euro. Sono inoltre in corso progetti di digitalizzazione volti a potenziare ulteriormente le sue capacità.
La visione artistica del Festival AngelicA
Il direttore artistico, Massimo Simonini, ha illustrato la filosofia del festival durante la presentazione. Ha sottolineato come AngelicA miri a superare la «dimensione della cronaca» e la «routine musicale». L'obiettivo è quello di entrare «nel sogno» e nelle realtà di molti musicisti. Attraverso i loro percorsi, questi artisti propongono musiche originali, anche molto distanti tra loro.
Queste proposte musicali indicano un «ulteriore percorso che riguarda la creatività». Il festival si propone quindi come un luogo di nutrimento per la creatività stessa. La musica diventa uno strumento per esplorare nuove dimensioni espressive e per stimolare il pensiero critico e l'immaginazione del pubblico. La ricerca sonora è al centro di questa visione.
Artisti e prime esecuzioni in programma
L'apertura del festival, il 5 maggio, è affidata alla scozzese Brìghde Chaimbeul. Il suo sound si muove tra folk, ambient ed elettronica, promettendo un'esperienza suggestiva. Il giorno successivo, il 6 maggio, si terrà il debutto italiano di Howard Skempton insieme a William Howard. Il loro concerto esplorerà il minimalismo e presenterà nuove composizioni, inclusa una prima assoluta dedicata a Giorgio Morandi.
I giorni 7 e 8 maggio saranno dedicati a collaborazioni internazionali di rilievo. Si esibiranno l'Ekhos Trio con Yannis Kyriakides e Claudio F. Baroni. Saranno presenti anche The Titillators di Ryan Driver e Kristia Michael, con un omaggio a Morton Feldman, di cui quest'anno si celebra il centenario della nascita. Inoltre, ci sarà la prima europea degli Everloving di Jonathan Kane.
Il 13 maggio è previsto un doppio concerto. Si esibiranno Angharad Davies e Werner Dafeldecker, seguiti dal duo Hautzinger/Stangl. I giorni 15 e 16 maggio saranno focalizzati su Tristan Perich. Verranno presentate le sue opere «Open Symmetry» e «Infinity Gradient», eseguite per organo e 100 altoparlanti all'interno della Basilica dei Servi.
Il 18 maggio, Jörg Frey presenterà una sua nuova opera. Il 20 maggio, il Blutwurst Ensemble incontrerà Marja Ahti in un'inedita collaborazione. Il 26 maggio tornerà il Piccolo Coro Angelico, che esplorerà il tema del tempo attraverso la musica. A chiudere il festival, il 29 maggio, sarà l'Ensemble Nist-Nah. La chiusura definitiva è affidata, il 30 maggio, agli Horse Lords, noti per il loro rock microtonale e poliritmico.