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Una missiva intimidatoria è stata recapitata al Comune di Bologna, contenente minacce di morte contro Stefano Bonaccini e Matteo Lepore. L'episodio ha suscitato ferma condanna e solidarietà verso i destinatari.

Lettera intimidatoria al Comune di Bologna

Una missiva contenente gravi minacce di morte è stata intercettata presso gli uffici comunali di Bologna. La lettera era indirizzata congiuntamente all'ex presidente della Regione Emilia-Romagna, ora europarlamentare del Pd, Stefano Bonaccini, e al sindaco di Bologna, Matteo Lepore.

L'inquietante ritrovamento è avvenuto la mattina precedente. Una dipendente dell'ufficio postale interno al Comune di Bologna ha notato la busta durante la consueta raccolta della corrispondenza.

La comunicazione, redatta a mano, conteneva una frase agghiacciante: «Stefano Bonaccini e Matteo Lepore sono condannati a morte». Questo episodio segue di poche settimane la decisione di assegnare una scorta al primo cittadino di Bologna.

La scorta era stata disposta in seguito a un'ondata di attacchi online. Questi attacchi erano emersi dopo gli scontri verificatisi nel centro storico cittadino. L'evento risale allo scorso 20 luglio, al termine di una manifestazione commemorativa.

Condanna e solidarietà dalle istituzioni

L'episodio ha immediatamente suscitato una forte reazione. Il deputato del Pd per Bologna, Andrea De Maria, ha espresso la sua più profonda indignazione. Ha dichiarato: «Esprimo la più ferma condanna e la totale solidarietà, mia e di tutta la nostra comunità, a Stefano Bonaccini e a Matteo Lepore per la gravissima lettera di minacce di morte recapitata presso gli uffici del Comune di Bologna».

De Maria ha sottolineato la gravità dell'accaduto. Ha definito l'episodio «l'ennesimo, inaccettabile episodio di intimidazione». L'intimidazione è diretta verso coloro che «rappresentano con dedizione e rigore le nostre istituzioni democratiche».

Il parlamentare democratico ha evidenziato un preoccupante escalation. Si è passati «dall'odio social alle minacce fisiche e scritte». Questo rappresenta «un salto di qualità grave ed allarmante». Tale situazione richiede «una risposta ferma, unanime e senza alcuna esitazione da parte di tutte le forze politiche e civili».

La democrazia non si piega alla violenza

Nonostante la gravità delle minacce, De Maria ha voluto rassicurare sulla resilienza delle istituzioni. Ha affermato che «atti vigliacchi come questo non scalfiranno di un millimetro il lavoro e l'impegno che Stefano Bonaccini e Matteo Lepore portano avanti ogni giorno al servizio dei cittadini e del territorio».

Il deputato ha espresso piena fiducia nelle autorità competenti. Ha dichiarato: «Confidiamo nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura affinché i responsabili vengano al più presto individuati e chiamati a rispondere delle loro azioni».

Infine, De Maria ha concluso con un messaggio di sostegno. «A Stefano e Matteo va il nostro abbraccio più forte e il sostegno incondizionato». Ha ribadito con forza: «la democrazia e le istituzioni bolognesi ed emiliano-romagnole non si faranno mai piegare dalla violenza e dalle intimidazioni».

La denuncia formale è già stata presentata alla Polizia. Si attendono sviluppi nelle indagini per identificare i responsabili di questo grave atto intimidatorio.