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La mostra 'Oltre la materia, verso il pensiero formante' celebra le sculture monumentali di Giuseppe Spagnulo a Bologna. Le opere 'Turris' e 'Paesaggio', restaurate, sono il fulcro di un'esposizione diffusa che rilegge la ricerca dell'artista.

Le sculture iconiche tornano protagoniste

Alcune creazioni artistiche si fondono con l'identità di una città. Le imponenti sculture 'Turris' e 'Paesaggio' di Giuseppe Spagnulo sono un esempio perfetto. L'artista, figura chiave della scultura italiana del secondo Novecento, le concepì all'inizio degli anni Ottanta. Originariamente realizzate per la sede Unipol di via Stalingrado a Bologna, queste opere sono ora parte integrante del patrimonio artistico del Gruppo Unipol.

'Turris' si presenta come una colonna tronca che si apre verso l'alto, quasi un pozzo di luce. È un invito a un viaggio interiore, un percorso verso le proprie origini. 'Paesaggio', invece, evoca un orizzonte esteso, fatto di terra, materia e ricordi.

Un omaggio nel decennale della scomparsa

A oltre quarant'anni dalla loro creazione, 'Turris' e 'Paesaggio' sono state oggetto di un meticoloso intervento di manutenzione conservativa. Questa cura dedicata non solo ne preserva la bellezza, ma ne accentua la presenza monumentale. L'iniziativa segna l'avvio di una più ampia rivalutazione dell'opera di Spagnulo.

In occasione del decennale dalla scomparsa dell'artista, avvenuta nel 2016 all'età di 79 anni, il Cubo in Porta Europa di Bologna ospita una mostra monografica. L'esposizione, intitolata 'Oltre la materia, verso il pensiero formante', sarà visitabile dal 9 ottobre al 23 gennaio. Curata da Ilaria Bignotti e Roberto Borghi, la mostra parte proprio da queste due sculture per evidenziarne la perdurante attualità.

Il percorso espositivo tra materia e pensiero

Il percorso espositivo si snoda attraverso gli spazi interni ed esterni del Cubo in Porta Europa. Qui, le opere di Spagnulo dialogano tra loro e con il contesto circostante. La mostra mette in luce la straordinaria capacità dell'artista di unire la sapienza manuale, appresa fin da bambino nella bottega ceramica paterna a Grottaglie, a una visione scultorea innovativa.

Spagnulo riusciva a fondere terra e metallo, gesto e riflessione, materia e spazio. La mostra presenta una selezione diversificata di opere: sculture, progetti, lavori pittorici su carta, maquette e materiali d'archivio meno conosciuti. Queste presenze artistiche si affiancano alla silenziosa ma potente forza di 'Turris' e 'Paesaggio'.

L'esposizione restituisce il respiro di una ricerca artistica che, nel corso del tempo, non ha mai smesso di esplorare temi fondamentali. La verticalità, il valore del luogo e la capacità dell'opera di trasformare lo spazio sono centrali. Spagnulo stesso descriveva ogni torre come «un faro: una forma capace di generare luce dalle viscere della terra e di proiettarla verso il cielo, promessa di un arrivo sempre rimandato».