Condividi

Un imprenditore di Bologna è stato scagionato da ogni accusa in un processo collegato all'inchiesta 'Villa Inferno'. La sentenza ha stabilito che i fatti contestati non sussistono.

Imprenditore scagionato da accuse a Bologna

Il tribunale di Bologna ha pronunciato un verdetto di assoluzione per un imprenditore di 51 anni. L'uomo era coinvolto in un procedimento giudiziario derivante dall'indagine denominata 'Villa Inferno'.

Questo caso rappresentava un filone secondario rispetto all'inchiesta principale. L'imputato era accusato di diversi reati. Tra questi, la cessione di cocaina durante alcune serate. Erano incluse anche feste da lui stesso organizzate.

Le accuse comprendevano anche il favoreggiamento della prostituzione. Questo sarebbe avvenuto durante gli eventi tenuti nel suo locale. La struttura si trovava sui colli bolognesi.

Dettagli del processo e della sentenza

Secondo la ricostruzione dell'accusa, l'imprenditore avrebbe agito come intermediario. Mettere in contatto ospiti delle serate con alcune donne era il suo ruolo. Prometteva loro vantaggi economici per tale attività.

Il pubblico ministero, Stefano Dambruoso, aveva richiesto una pena di tre anni e otto mesi di reclusione. Tuttavia, i giudici hanno deciso diversamente.

Il collegio giudicante, presieduto da Claudia Gualtieri e composto da Paolo Andrea Vassallo e Gilda Del Borrello, ha emesso la sentenza. Hanno assolto l'imputato con la formula piena: "perché il fatto non sussiste".

Il rinvio a giudizio dell'imprenditore risaliva all'autunno del 2022. La vicenda aveva generato un notevole clamore mediatico.

Reazioni e sviluppi processuali

L'avvocato difensore, Matteo Murgo, ha espresso grande soddisfazione per l'esito. Ha dichiarato: «Il positivo esito processuale restituisce dignità ed onore ad un imprenditore onesto che ha ingiustamente patito un accanimento giudiziario e mediatico».

L'imprenditore aveva subito un arresto in precedenza. Era stato posto agli arresti domiciliari. Successivamente, il tribunale della Libertà aveva annullato l'ordinanza cautelare.

Per acquisire le dichiarazioni delle donne che accusavano l'imprenditore, era stato disposto un incidente probatorio. Questo strumento legale serve a cristallizzare le testimonianze in una fase preliminare del procedimento.