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Un innovativo caseificio apre le porte nel carcere di Bologna, offrendo ai detenuti l'opportunità di imparare un mestiere e produrre caciotte. Il progetto mira a ridurre la recidiva attraverso l'acquisizione di competenze professionali.

Nuovo caseificio nel carcere di Bologna

Un'iniziativa pionieristica vede la luce all'interno del penitenziario di Bologna. Un nuovo caseificio è stato inaugurato, con l'obiettivo di formare i detenuti nel settore della produzione casearia. Inizialmente, tre persone private della libertà sono state coinvolte nel processo formativo. Una volta a regime, il numero di partecipanti aumenterà fino a raggiungere le sei unità.

Questa realtà nasce dall'esperienza precedente di "Fare Impresa in Dozza". Tale progetto era stato avviato da importanti aziende del territorio come G.D, Ima e Marchesini Group. Il caseificio, sebbene operativo per un breve periodo nel 2020, è stato riattivato grazie al sostegno di Granarolo. L'azienda lattiero-casearia ha la sua sede principale situata a una distanza minima dall'istituto penitenziario, meno di un chilometro.

Granarolo supporta il progetto di reinserimento

Il presidente di Granarolo, Gianpiero Calzolari, ha espresso grande entusiasmo per l'iniziativa. Ha definito «naturale» la decisione di supportare questo progetto. L'obiettivo è offrire ai detenuti la possibilità di acquisire competenze professionali concrete. La produzione di caciotte, che usciranno ogni giorno dalle mura del carcere, vuole essere un messaggio tangibile per la società. Questo dimostra come il lavoro possa essere uno strumento efficace di reinserimento sociale.

Il latte impiegato per la produzione proviene da donazioni. La cooperativa di allevatori Granlatte, parte del gruppo Granarolo, fornisce il prodotto. Il latte viene inizialmente pastorizzato nello stabilimento di via Cadriano. Successivamente, viene trasportato all'interno del carcere. Lì, i detenuti, affiancati da esperti, lo trasformano in caciotte. Maestri casari, tecnici per la manutenzione e responsabili della sicurezza e qualità di Granarolo offrono il loro supporto.

Ministri presenti all'inaugurazione

Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato figure istituzionali di rilievo. Tra gli ospiti erano presenti il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, e il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone. Il ministro Calderone ha sottolineato l'importanza di valorizzare e sostenere progetti come questo. Ha citato dati incoraggianti che dimostrano un calo del rischio di recidiva.

Secondo il ministro, offrire ai detenuti l'opportunità di apprendere un mestiere è fondamentale. Questo percorso formativo contribuisce significativamente alla loro riabilitazione. La possibilità di acquisire abilità pratiche e di produrre beni concreti può avere un impatto positivo duraturo sul loro futuro. La collaborazione tra istituzioni, aziende e il mondo penitenziario si dimostra una leva potente per il cambiamento.

Domande e Risposte

Cosa viene prodotto nel nuovo caseificio del carcere di Bologna?

Nel nuovo caseificio del carcere di Bologna vengono prodotte delle caciotte. Il latte, donato dalla cooperativa Granlatte, viene lavorato dai detenuti formati.

Chi ha supportato la realizzazione del caseificio?

Il progetto del caseificio è stato supportato principalmente da Granarolo, azienda lattiero-casearia con sede a Bologna. In precedenza, l'idea era nata dall'esperienza di "Fare Impresa in Dozza", con il contributo di G.D, Ima e Marchesini Group.