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A Bologna, una squadra di pallavolo maschile composta da detenuti si prepara a competere nel campionato di Seconda Divisione. L'iniziativa mira a favorire il reinserimento sociale attraverso lo sport.

Nasce la squadra di pallavolo dei detenuti

Un nuovo progetto sportivo prende vita nella casa circondariale Rocco D'Amato di Bologna. Una squadra di pallavolo maschile, composta da persone detenute, è pronta a scendere in campo. L'obiettivo è offrire un percorso educativo e di reinserimento sociale. La formazione parteciperà al campionato Fipav di Seconda Divisione, nella provincia di Bologna. Il debutto è previsto per il mese di gennaio.

La squadra porterà il nome di Fenice Volley Team. Questo nome è stato scelto per simboleggiare la rinascita e la ripartenza. La direttrice della casa circondariale, Rosa Alba Casella, ha presentato l'iniziativa. Alla presentazione erano presenti anche l'ex azzurro Andrea Brogioni. Hanno partecipato anche Massimo Righi della Lega Serie A e il dirigente del Centro istruzione per adulti, Emilio Porcaro. Presente anche la consigliera regionale Marcella Zappaterra.

Il sostegno per la nuova squadra

L'allenamento della Fenice sarà affidato a Maurizio Menarini. Menarini vanta un passato da vice allenatore della Zinella, squadra che vinse lo scudetto nel 1985. Successivamente, ha ricoperto il ruolo di capo allenatore in serie A1 e A2. Al suo fianco ci sarà Roberto Giovannini. Giovannini è stato storico vice della Zinella in serie A.

L'idea di creare la squadra è nata da una richiesta diretta dei detenuti. Questi ultimi partecipano alle attività scolastiche all'interno dell'istituto. Desideravano avere maggiori opportunità di attività motoria, oltre a quelle già previste dal percorso scolastico. La loro richiesta ha dato il via a una collaborazione. Si è creata una rete di partnership che ha coinvolto diverse realtà. Tra queste, Pallavolo Bologna e Andrea Brogioni. Hanno aderito anche la Lega Pallavolo Serie A e diverse aziende.

Un progetto di risocializzazione concreto

La palestra e gli spogliatoi della struttura sono stati oggetto di lavori di ristrutturazione. La Lega ha fornito il campo da gioco, un taraflex tricolore. Questo è lo stesso tipo di superficie utilizzato per le finali scudetto e di Coppa Italia. Pallavolo Bologna ed Ennova hanno curato la posa del campo. Hanno anche fornito il materiale sportivo necessario. Questo include divise, rete, aste e palloni. Un ringraziamento speciale va al Comitato Territoriale di Bologna della Fipav e a Start Romagna per il loro contributo.

L'impatto positivo del progetto è già evidente. La direttrice Casella sottolinea l'importanza dello sport nel percorso riabilitativo. «Lo sport deve fare parte del trattamento e del percorso di riabilitazione», ha affermato. «E lo è: tanto è vero che i detenuti che si trovano qui per reati sessuali e che normalmente stanno in una sezione a parte hanno chiesto di poter partecipare e sono stati accettati dagli altri detenuti», ha aggiunto.

Questo aspetto non era scontato. Un altro elemento di rilievo è la possibilità di giocare partite in trasferta. L'istituto ha già avuto esperienze positive con il rugby. Le partite si svolgono all'interno della casa circondariale, per ovvie ragioni logistiche. Tuttavia, per la pallavolo, è prevista la possibilità di spostamenti. «Considerato che chi fa parte di questa squadra può anche uscire, se sarà possibile per circostanze e orari organizzeremo lo spostamento dei detenuti per farli uscire e giocare in trasferta», ha spiegato la direttrice. L'obiettivo è chiaro: «Non si gioca a Pallavolo per passare il tempo. Fa parte di un percorso di risocializzazione».