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La morte di Abderrahim Fakir, avvenuta a Bologna nel luglio 2026, è al centro di nuove contestazioni. Un consulente medico-legale incaricato dalla famiglia solleva dubbi sulle cause del decesso, indicando la contenzione fisica come fattore determinante.

Dubbi sulla causa del decesso di Fakir

La morte di Abderrahim Fakir, avvenuta il 19 luglio 2026 al Pilastro, quartiere di Bologna, durante un intervento delle forze dell'ordine, riapre il dibattito sulle cause del decesso. Le conclusioni preliminari della Procura di Bologna, basate su una consulenza medico-legale, attribuivano il decesso principalmente a un'intossicazione acuta da cocaina. Tuttavia, queste conclusioni sono ora oggetto di una forte contestazione.

Il professor Vittorio Fineschi, ordinario di Medicina legale presso la Sapienza di Roma e consulente di parte per la famiglia Fakir, ha presentato delle note critiche che mettono in discussione l'attribuzione esclusiva della morte all'assunzione di sostanze stupefacenti. La famiglia Fakir è assistita dall'avvocato Fabio Anselmo.

La contenzione fisica come fattore chiave

Secondo il professor Fineschi, la contenzione fisica a cui Fakir sarebbe stato sottoposto durante l'intervento delle forze dell'ordine ha giocato un ruolo cruciale. Questo tipo di intervento, caratterizzato da posizione prona, immobilizzazione e compressione del torace, avrebbe precipitato l'insufficienza respiratoria del 42enne. Il medico legale sottolinea come questo fattore sia temporalmente e fisiopatologicamente più vicino all'evento fatale.

Le note critiche evidenziano che, sebbene sia stata riscontrata un'emorragia alveolare, un reperto di grave compromissione polmonare, la sua attribuzione eziologica esclusiva alla cocaina non è stata dimostrata. La positività tossicologica, infatti, attesta solo l'esposizione alla sostanza, ma non prova che questa abbia causato direttamente l'emorragia o rappresentato la causa determinante della morte.

Anche la severa cardiopatia riscontrata durante l'autopsia, pur essendo una patologia cronica predisponente, non mostra evidenze di un evento cardiaco acuto che possa spiegare il decesso. Il consulente di parte evidenzia inoltre che l'assenza di lesioni ossee toraciche non esclude la possibilità di una compromissione funzionale della ventilazione dovuta alla compressione.

Contesto normativo e precedenti

Il caso di Abderrahim Fakir si inserisce in un più ampio dibattito sulla condotta delle forze dell'ordine durante gli interventi e sull'uso delle tecniche di contenzione. La giurisprudenza italiana e internazionale ha più volte affrontato questioni relative all'uso della forza e alle conseguenze che possono derivare da tecniche di immobilizzazione, specialmente in presenza di condizioni mediche preesistenti o di assunzione di sostanze.

Le linee guida per l'uso della forza da parte delle forze di polizia pongono particolare attenzione alla necessità di proporzionalità e gradualità, nonché alla valutazione dei rischi per la salute dell'individuo sottoposto a contenzione. In particolare, la posizione prona prolungata e la compressione del torace sono state identificate come fattori di rischio per l'insufficienza respiratoria, soprattutto in soggetti con preesistenti patologie o sotto l'effetto di sostanze.

La consulenza del professor Fineschi mira a spostare l'attenzione dalle sole cause tossicologiche a un'analisi più complessa che includa le circostanze dell'intervento e le tecniche impiegate. Questo approccio è fondamentale per garantire una piena comprensione degli eventi che hanno portato alla morte di Fakir e per accertare eventuali responsabilità.

Le indagini della Procura di Bologna

La Procura di Bologna sta proseguendo le indagini per chiarire definitivamente le cause del decesso di Abderrahim Fakir. Le note critiche presentate dal consulente di parte rappresentano un elemento importante nel quadro probatorio. Sarà compito del magistrato valutare tutti gli elementi a disposizione, comprese le consulenze tecniche, per determinare se vi siano state negligenze o responsabilità.

La famiglia Fakir, attraverso il proprio legale, chiede giustizia e trasparenza. L'obiettivo è comprendere appieno cosa sia accaduto quel giorno e accertare se le azioni intraprese durante l'intervento abbiano contribuito in modo determinante alla morte del loro congiunto. La discussione sulla contenzione fisica e sui suoi potenziali rischi continuerà ad essere centrale nel corso delle indagini.

La vicenda solleva interrogativi importanti sull'addestramento delle forze dell'ordine e sulle procedure operative in situazioni critiche. La corretta applicazione delle tecniche di contenzione, nel rispetto dei diritti e della salute dei cittadini, è un aspetto fondamentale per garantire la fiducia nelle istituzioni e per prevenire futuri tragici eventi.

Le indagini proseguiranno con l'analisi di tutti i referti medici e delle testimonianze. La consulenza del professor Fineschi aggiunge un tassello significativo alla ricostruzione dei fatti, offrendo una prospettiva alternativa e potenzialmente decisiva per l'esito delle indagini sulla morte di Abderrahim Fakir a Bologna.