L'ex vicepresidente di Bio-on, Guido Cicognani, ha perso la causa civile contro Quintessential Capital Management. Il giudice ha respinto la richiesta di risarcimento da 290 milioni di euro e condannato Cicognani al pagamento delle spese legali.
Sconfitta legale per Guido Cicognani a Bologna
La vicenda giudiziaria legata alla startup Bio-on si conclude con una netta sconfitta per Guido Cicognani. L'ex vicepresidente della società specializzata in bioplastiche aveva avviato una causa civile. Il suo obiettivo era ottenere un risarcimento di ben 290 milioni di euro. Cicognani accusava il fondo speculativo Quintessential Capital Management di aver provocato il fallimento dell'azienda. La decisione del giudice civile Carolina Gentili è stata definitiva: il ricorso è stato integralmente respinto. Non solo, Cicognani è stato anche obbligato a coprire le spese legali. Queste ammontano a 108mila euro.
Il report di Quintessential e il crollo di Bio-on
Al centro della disputa legale vi è un report pubblicato nel 2019 da Quintessential. Questo documento aveva definito Bio-on una sorta di «nuova Parmalat». Il report sollevava seri dubbi sulla solidità del modello di business. Inoltre, segnalava presunte opacità nella gestione aziendale. Secondo la prospettiva di Cicognani, questo report era da considerarsi «denigratorio». L'ex vicepresidente sosteneva che avesse causato il tracollo della società. Bio-on, nel suo periodo di massimo splendore, aveva superato il miliardo di euro di capitalizzazione in Borsa. La richiesta di risarcimento di Cicognani si articolava in 271 milioni per il calo del valore delle azioni. A questi si aggiungevano altri 20 milioni per danno d'immagine.
La difesa di Quintessential e lo short selling
La difesa di Gabriele Grego, rappresentante di Quintessential, ha ribadito la validità del report. È stato sostenuto che le criticità evidenziate fossero basate su elementi reali. Queste criticità, infatti, sarebbero poi emerse anche nelle indagini giudiziarie. La ricostruzione fornita indica che il fondo aveva agito anche tramite lo short selling. Questa pratica consiste nella vendita allo scoperto di titoli. L'obiettivo è trarre profitto dal loro successivo deprezzamento. Gli avvocati della controparte hanno sottolineato un punto cruciale. Non vi erano i presupposti per configurare una diffusione di notizie false. Si trattava, piuttosto, di un'analisi finanziaria. Un'analisi che si è poi rivelata fondata nel tempo.
La sentenza: il report era veritiero
Le motivazioni della sentenza, depositate il 27 marzo, chiariscono la posizione del tribunale. La giudice Gentili ha affermato con chiarezza che le criticità presenti nel report non potevano essere considerate denigratorie. Il tribunale ha ritenuto che tali osservazioni, pur potenzialmente offensive, si siano rivelate coerenti con gli sviluppi successivi. Hanno contribuito ad avviare indagini e procedimenti giudiziari. Questo passaggio è stato decisivo. Ha portato al riconoscimento della sostanziale veridicità delle analisi condotte da Quintessential. La sentenza conferma quindi la correttezza dell'operato del fondo.
L'inchiesta penale e le condanne
Il caso Bio-on non si limita alla sfera civile. Dopo il crollo della società, la Procura aveva avviato un'indagine. Le accuse riguardavano bancarotta e manipolazione del mercato. Nel novembre 2024 è giunta la sentenza di primo grado. Questa ha portato a otto condanne. Tra gli imputati condannati figurano Marco Astorri, fondatore e presidente, e lo stesso Guido Cicognani. Entrambi hanno ricevuto una pena di otto anni. Il processo è attualmente in fase di appello. La data di inizio della nuova fase processuale non è ancora stata fissata.