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Un gravissimo incidente ha scosso Bologna: un bambino di un anno e mezzo è caduto dal secondo piano di un palazzo. Le sue condizioni sono critiche e le indagini puntano verso una dinamica accidentale.

Bambino in pericolo di vita dopo caduta

Un piccolo di un anno e mezzo, di origine pachistana, lotta tra la vita e la morte. Il bambino è precipitato da una finestra situata al secondo piano di un edificio in via Ada Negri, nel quartiere Pilastro di Bologna. L'incidente è avvenuto nel pomeriggio di ieri. Attualmente è ricoverato nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Maggiore. La prognosi è riservata.

Le autorità investigative stanno lavorando per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. L'ipotesi più accreditata tra gli inquirenti della Squadra Mobile, sotto il coordinamento del pm Michele Martorelli, è quella di un tragico incidente domestico. Non si esclude però il coinvolgimento di terzi.

Indagini in corso per chiarire la dinamica

Il piccolo si trovava in casa con la sorella di 11 anni e altri parenti adulti. Probabilmente, mentre giocava vicino alla finestra, si è arrampicato ed è poi caduto. La caduta è avvenuta sul retro dello stabile, vicino ai garage. La polizia sta proseguendo gli accertamenti per escludere ogni altra possibilità.

Una volta che la Squadra Mobile avrà completato le proprie indagini, i risultati verranno trasmessi alla Procura. Il pm valuterà l'apertura di un fascicolo. Al momento, si ipotizza il reato di lesioni colpose gravissime contro ignoti. Qualora le condizioni del bambino dovessero peggiorare ulteriormente, il reato potrebbe essere modificato in omicidio colposo.

Famiglia integrata, nessuna segnalazione pregressa

Gli investigatori hanno già ascoltato i genitori e i parenti presenti nell'abitazione. La famiglia risiede in una casa ampia e dignitosa. Il bambino ha altri cinque tra sorelle e fratelli, tra cui un neonato di sei mesi. Non risultano precedenti segnalazioni di maltrattamenti o situazioni di disagio.

I genitori svolgono attività lavorativa e la famiglia appare ben integrata nel tessuto sociale. Per poter comunicare con i familiari, che non parlano la lingua italiana, è stato necessario l'intervento di un interprete. Le indagini proseguono per raccogliere tutti gli elementi utili a chiarire la tragica vicenda.