Condividi

La Fondazione MAST di Bologna ospita "The Quiet Machine", la prima grande mostra personale in Italia dell'artista belga David Claerbout. L'esposizione esplora il rapporto tra industria, tecnologia e natura attraverso film, video installazioni e disegni.

Mostra "The Quiet Machine" a Bologna

La Fondazione MAST di Bologna presenta un evento culturale di rilievo. Si tratta di "The Quiet Machine", la prima grande esposizione personale dedicata all'artista belga David Claerbout nel territorio italiano. L'inaugurazione è prevista per il 29 ottobre. La mostra rimarrà accessibile al pubblico fino al 7 febbraio.

L'allestimento curato da Francesco Zanot si configura come una delle retrospettive più ampie mai dedicate all'artista. L'esplorazione del suo lavoro si articola attraverso nove film e video installazioni. Tra queste, due opere sono presentate per la prima volta in assoluto. A completare il percorso espositivo, dodici disegni offrono un ulteriore spaccato della sua ricerca artistica.

Il tema centrale che unisce le opere è l'indagine sul complesso legame tra il mondo dell'industria, le innovazioni tecnologiche e l'ambiente naturale. Claerbout analizza queste connessioni attraverso la lente del tempo e del concetto di lavoro.

Temi e opere di David Claerbout

Il percorso espositivo si snoda attraverso i due livelli dello spazio della Fondazione MAST. Il primo piano accoglie una serie di opere che introducono i visitatori ai concetti fondamentali che guidano la ricerca artistica di Claerbout. Al piano terra, invece, cinque lavori distinti sono presentati in una vasta installazione site-specific. Questa disposizione mira a creare un'esperienza immersiva e dialogante con l'architettura del luogo.

Il curatore, Francesco Zanot, ha sottolineato durante la presentazione uno dei pilastri tematici dell'artista: «Uno dei temi principali è il rapporto tra tecnologia e natura». Claerbout impiega strumenti digitali all'avanguardia. La modellazione tridimensionale, la computer grafica e l'intelligenza artificiale sono solo alcuni degli strumenti che utilizza. Lo scopo è quello di interrogare i confini sfumati tra ciò che è reale e ciò che è finzione.

Un esempio emblematico è l'opera "The Forest and the Wood". In questa creazione, una foresta digitale viene prima abbattuta e poi meticolosamente ricostruita. Quest'azione evoca l'illusione della reversibilità dei processi naturali, resa possibile dalla tecnologia. Processi che, nella realtà, richiederebbero decenni per compiersi o potrebbero risultare del tutto irreversibili.

Il tempo e il lavoro nell'arte di Claerbout

Il concetto di tempo assume un ruolo centrale nell'opera di David Claerbout. Diverse opere esposte hanno una durata che si estende per molte ore. Questo richiede allo spettatore un'attenzione prolungata e profonda. La visione si trasforma così in un'esperienza che coinvolge sia la sfera fisica che quella interpretativa. Un esempio è "The Woodcarver and the Forest", un'opera che dura ben 27 ore. In essa, si osserva un intagliatore al lavoro, mentre il bosco visibile attraverso una finestra scompare gradualmente.

Il tema del lavoro permea l'intera mostra, manifestandosi su più livelli. Viene esplorato il lavoro dei personaggi raffigurati nelle opere. Si considera anche il lavoro dell'artista stesso, che dedica anni alla realizzazione di un singolo pezzo. Non manca l'analisi del lavoro delle macchine e, infine, quello dello spettatore. Quest'ultimo è chiamato a mantenere uno sguardo attivo e critico, partecipando attivamente all'esperienza artistica.

Durante un dialogo con il curatore Zanot, Claerbout ha condiviso riflessioni significative. Ha discusso dell'impatto dell'intelligenza artificiale, delle modalità di rappresentazione degli animali e delle trasformazioni che le immagini subiscono nel corso del tempo. Accanto alle proiezioni cinematografiche, i dodici disegni esposti sottolineano il legame indissolubile tra l'uso della tecnologia e la manualità artistica. Questi disegni dimostrano come la precisione digitale possa integrarsi con il gesto creativo tradizionale.

Informazioni sulla mostra e sull'artista

David Claerbout è un artista di fama internazionale, noto per le sue installazioni video e film che esplorano la percezione, il tempo e la memoria. Nato in Belgio, ha studiato presso l'Accademia Reale di Belle Arti di Anversa e il Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston. Le sue opere sono state esposte in prestigiosi musei e gallerie in tutto il mondo, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, il Tate Modern di Londra e il MoMA di New York.

La Fondazione MAST, situata a Bologna, è un'istituzione dedicata alla promozione della cultura d'impresa e delle arti visive. La sua missione è quella di creare un ponte tra il mondo dell'industria e quello della creatività contemporanea. La scelta di ospitare la prima grande personale italiana di Claerbout si inserisce perfettamente in questo contesto, offrendo al pubblico un'occasione unica per confrontarsi con un artista che indaga le trasformazioni della nostra società attraverso un linguaggio visivo potente e innovativo.

La mostra "The Quiet Machine" rappresenta un'opportunità imperdibile per il pubblico italiano di scoprire o approfondire l'opera di un artista di calibro internazionale. L'esplorazione dei temi dell'industria, della tecnologia e della natura, filtrata attraverso la sensibilità di Claerbout, promette di stimolare riflessioni profonde sul presente e sul futuro del nostro rapporto con il mondo che ci circonda. La città di Bologna si conferma così un centro nevralgico per l'arte contemporanea, capace di attrarre eventi di risonanza globale.