Condividi

A Bologna, 16 attivisti anarchici sono stati assolti da accuse di danneggiamento e imbrattamento. Il giudice ha stabilito che i fatti non sussistono o non sono stati commessi dagli imputati.

Assolti 16 attivisti anarchici a Bologna

Il Tribunale di Bologna ha emesso una sentenza di proscioglimento per 16 attivisti anarchici. Le accuse mosse a vario titolo includevano manifestazione non autorizzata, danneggiamento aggravato e imbrattamento. Erano inoltre contestati reati come accensioni pericolose, porto di oggetti atti ad offendere e violenza privata.

La Procura, rappresentata dal pm Stefano Dambruoso, aveva richiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati. Tuttavia, il Giudice dell'udienza preliminare, Letizio Magliaro, ha deciso diversamente.

Le assoluzioni sono state pronunciate con formule specifiche. Queste includono "perché il fatto non sussiste" e "per non aver commesso il fatto". La decisione ha quindi scagionato completamente i 16 attivisti.

Indagini e contestazioni dei reati

Le indagini, condotte dalla Digos, avevano portato alla contestazione dei reati in relazione a una manifestazione. Questa si era svolta il 19 gennaio 2023. L'evento era stato organizzato in solidarietà a Alfredo Cospito.

Cospito, figura di spicco della Fai, era all'epoca in sciopero della fame. La sua protesta era diretta contro il regime del 41 bis. Durante la manifestazione, circa un centinaio di anarchici aveva sfilato nel centro cittadino.

Alcuni partecipanti indossavano caschi e portavano bastoni. Durante il corteo, diversi muri sono stati imbrattati con scritte e graffiti. Inoltre, sono state danneggiate le vetrate di due istituti bancari.

Accuse aggiuntive per una delle imputate

Una delle persone coinvolte, anch'essa assolta, affrontava accuse aggiuntive. Queste riguardavano contraffazione, diffamazione e diffusione di notizie false. La contestazione derivava dall'affissione di finte locandine.

Queste locandine, esposte all'esterno di alcune edicole e in altri punti della città, riportavano l'intestazione e il logo di Qn-Carlino. Le locandine contenevano attacchi diffamatori nei confronti del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, e del sistema carcerario.

La difesa dei 16 attivisti era affidata agli avvocati Ettore Grenci, Daria Mosini e Mattia Maso. La loro opera legale ha portato all'esito favorevole per gli assistiti.

Domande frequenti

Cosa significa "prosciolti per non aver commesso il fatto"?

Significa che il giudice ha stabilito che la persona accusata non ha materialmente compiuto l'azione per cui era indagata. Non è stata provata la sua partecipazione al reato.

Qual era il motivo della manifestazione per cui erano indagati gli anarchici?

La manifestazione era stata organizzata in solidarietà ad Alfredo Cospito, leader della Fai, che all'epoca stava protestando con uno sciopero della fame contro il regime del 41 bis.