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In Piemonte, la dispersione idrica raggiunge livelli preoccupanti, con Verbania che perde quasi la metà dell'acqua immessa in rete. Anche Novara mostra dati allarmanti, nonostante bollette relativamente basse.

Costi idrici e sprechi in Piemonte

La spesa media per l'acqua in Piemonte nel 2025 è stimata a 467 euro per nucleo familiare. Questo dato rappresenta un aumento del 4,1% rispetto all'anno precedente. A livello nazionale, il costo medio è superiore, attestandosi a 528 euro, con un incremento del 5,4%. Nonostante questi aumenti, alcune città piemontesi offrono bollette idriche più contenute rispetto alla media nazionale.

Verbania e Novara si distinguono per essere i capoluoghi con i costi medi più bassi della regione, con una spesa annuale di circa 405 euro a famiglia. Questo dato, tuttavia, nasconde una realtà meno virtuosa per quanto riguarda l'efficienza della rete idrica.

Le differenze tra i capoluoghi piemontesi sono marcate. Biella, ad esempio, registra una spesa media annua di 532 euro, mentre Torino si posiziona a 530 euro. Asti presenta un costo più contenuto, pari a 430 euro annui. Questi dati emergono da un'analisi che considera un consumo annuo ipotizzato di 182 metri cubi per famiglia.

La riduzione dei consumi individuali può portare a significativi risparmi. Diminuire l'uso annuale di acqua a 150 metri cubi permetterebbe a una famiglia piemontese di risparmiare in media circa 91 euro. Inoltre, l'accesso al bonus sociale idrico offre un ulteriore beneficio economico, con un risparmio medio annuo stimato di 115 euro.

Verbania, la maglia nera della dispersione idrica

Il dato più allarmante riguarda la dispersione idrica, ovvero la quantità di acqua che entra nel sistema di distribuzione ma non raggiunge mai le utenze a causa di perdite. La media regionale in Piemonte si attesta al 29,1%. Tuttavia, Verbania presenta un valore eccezionalmente alto, raggiungendo il 43%, la percentuale più elevata registrata in tutta la regione.

Questo significa che quasi la metà dell'acqua trattata e immessa nella rete di Verbania viene persa prima di arrivare ai rubinetti dei cittadini. Un simile livello di dispersione indica problemi strutturali significativi nella rete idrica della città, che necessitano di interventi urgenti e mirati.

Novara, insieme a Cuneo, si posiziona subito dopo Verbania, con una dispersione idrica del 31,5%. Questo valore supera di poco la media piemontese, ma rimane comunque un dato preoccupante che segnala inefficienze nel sistema di distribuzione dell'acqua.

Altri capoluoghi mostrano performance migliori. Asti registra il dato più basso della regione, con una dispersione idrica del 19,2%. Seguono Vercelli con il 22,2%, Torino con il 25,6% e Alessandria con il 28,9%. Queste città dimostrano una maggiore efficienza nella gestione della rete idrica.

Superano la soglia del 30% di dispersione, oltre a Verbania, Novara e Cuneo, anche Biella, che ha fatto registrare una perdita del 30,7%. Questi dati evidenziano una situazione eterogenea all'interno della regione, con alcune aree che affrontano sfide molto più grandi di altre nella gestione delle risorse idriche.

Implicazioni ambientali ed economiche dello spreco idrico

La dispersione idrica non rappresenta soltanto uno spreco economico per le aziende che gestiscono il servizio e, indirettamente, per i cittadini attraverso le tariffe. Essa comporta anche un notevole impatto ambientale. L'acqua che viene persa dalla rete ha comunque richiesto processi di captazione, trattamento e pompaggio, che consumano energia e risorse.

Ogni metro cubo d'acqua disperso è un metro cubo che non può essere utilizzato per usi civili, agricoli o industriali, e che rappresenta uno spreco di una risorsa sempre più preziosa, soprattutto in contesti di cambiamenti climatici e potenziale scarsità idrica. La gestione efficiente delle reti idriche è quindi fondamentale non solo per l'economia, ma anche per la sostenibilità ambientale.

Le perdite nelle reti idriche sono un problema diffuso in Italia. Secondo dati nazionali, la media di dispersione idrica in Italia supera il 40%, con punte ancora più elevate in alcune regioni. Il Piemonte, pur avendo città virtuose, mostra criticità significative che richiedono attenzione e investimenti per l'ammodernamento delle infrastrutture. La modernizzazione delle condotte, la manutenzione costante e l'adozione di tecnologie per il monitoraggio delle perdite sono passi essenziali per invertire questa tendenza negativa.

Le amministrazioni locali e le società di gestione del servizio idrico sono chiamate a intensificare gli sforzi per ridurre questi sprechi. Interventi mirati nelle aree più critiche, come Verbania, sono prioritari. L'obiettivo è garantire un servizio efficiente, sostenibile ed economicamente equo per tutti i cittadini piemontesi, preservando al contempo una risorsa vitale come l'acqua.

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