Michele De Pascale, Presidente dell'Emilia-Romagna, critica duramente il Ministro del Turismo Daniela Santanchè, definendola inadeguata. Tuttavia, vede le richieste di dimissioni come un tentativo del governo di scaricare responsabilità.
De Pascale: Santanchè Ministro Inadeguato
Il Presidente dell'Emilia-Romagna, Michele De Pascale, ha espresso un giudizio severo sul Ministro del Turismo, Daniela Santanchè. Le sue parole definiscono l'operato della ministra come decisamente insufficiente. Non usa mezzi termini, affermando che la Santanchè non avrebbe mai dovuto ricevere l'incarico ministeriale. Questa critica si inserisce nel dibattito politico nazionale. La sua nomina è stata vista da De Pascale come un errore di valutazione iniziale.
La posizione di De Pascale è chiara: la Santanchè è considerata un ministro del turismo pessimo. Non si tratta solo di un giudizio sull'efficacia del suo mandato. Riguarda anche la sua idoneità complessiva al ruolo ricoperto. Le dichiarazioni arrivano in un momento di forte turbolenza per il Governo. La crisi politica sta scuotendo le fondamenta dell'esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Il Presidente dell'Emilia-Romagna analizza la situazione con lucidità.
Le dimissioni di altri esponenti, come quelle di Delmastro e Bartolozzi, sono state definite da De Pascale come doverose. Queste dimissioni erano attese da tempo. La loro formalizzazione è stata posticipata per evitare di influenzare l'esito del referendum. Questa strategia mira a preservare il clima elettorale. Il rinvio è una mossa politica calcolata. L'obiettivo è non creare ulteriori tensioni prima del voto.
Santanchè Capro Espiatorio del Governo?
Secondo Michele De Pascale, la richiesta di dimissioni per Daniela Santanchè nasconde una manovra politica più ampia. La vede come un tentativo di trovare un capro espiatorio. Questo servirebbe a distogliere l'attenzione dal basso gradimento generale del governo. La ministra del Turismo è al centro di diverse inchieste giudiziarie. Le indagini riguardano le sue società, Visibilia e Bioera. Le accuse includono falso in bilancio, bancarotta e truffa ai danni dell'INPS. Quest'ultima riguarda la gestione della cassa integrazione durante la pandemia di Covid-19.
De Pascale ritiene questa strategia ingenerosa nei confronti della stessa Santanchè. La definisce una mossa forzata. Per recuperare la fiducia degli italiani, secondo il governatore, non basta semplicemente rimuovere una figura. La soluzione non può essere così semplicistica. La fiducia si costruisce con azioni concrete e politiche efficaci. Togliere una persona dall'incarico non risolve i problemi di fondo. Le dichiarazioni sono state riportate dall'agenzia Agi.
Il Presidente dell'Emilia-Romagna suggerisce che il problema del governo con l'Italia sia più profondo. La figura della Santanchè sarebbe solo un sintomo, non la causa principale. Il gradimento basso del governo è un dato di fatto. L'esecutivo sembra consapevole di questa difficoltà. Cerca quindi di individuare un elemento su cui scaricare le colpe. De Pascale conclude amaramente, sottolineando la complessità della situazione politica.
Il Caso Delmastro e Bartolozzi
Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, fedelissimo di Giorgia Meloni, si è dimesso il 24 marzo 2026. Su di lui pendeva una condanna definitiva. La condanna riguardava la rivelazione di segreto d'ufficio nel caso dell'anarchico Alfredo Cospito. Cospito è detenuto in regime di 41-bis. Delmastro avrebbe comunicato informazioni riservate al deputato di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli. Questo fatto ha sollevato interrogativi sulla trasparenza e correttezza delle azioni governative.
Successivamente, Delmastro è emerso come testimone in un'altra indagine. Questa riguarda una festa avvenuta all'inizio del 2024 a Rosazza, in provincia di Biella. L'episodio, noto come “sparo di Capodanno”, ha coinvolto l'allora deputato di FdI, Emanuele Pozzolo. Pozzolo è accusato di aver mostrato la sua pistola, da cui è partito un colpo. Il colpo ha ferito Luca Campana, genero del caposcorta di Delmastro. Questi eventi complicano ulteriormente la posizione del sottosegretario.
Infine, sono emersi presunti rapporti d'affari del sottosegretario con la figlia di un esponente legato al clan Senese. L'inchiesta, avviata da Il Fatto Quotidiano, ha acceso i riflettori sulla società “Le 5 Forchette Srl”. Delmastro deteneva una quota di questa società, poi ceduta. La vicenda solleva dubbi sui legami tra politica e affari.
Anche Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del Ministero della Giustizia, ha lasciato il suo incarico. Le sue dimissioni sono arrivate all'indomani dell'esito del referendum. Durante la campagna referendaria, Bartolozzi aveva definito i magistrati come “plotoni d'esecuzione”. Questa affermazione aveva suscitato forti critiche. È inoltre coinvolta nell'inchiesta sul caso Almasri. L'indagine riguarda l'arresto e la successiva liberazione di un presunto torturatore libico. Bartolozzi è indagata per false informazioni al pubblico ministero. La sua posizione giudiziaria è delicata.