Manifestazione contro la violenza di genere a Bergamo
Bergamo, 21 marzo 2026 – Centinaia di persone si sono riunite in piazza Pontida per un presidio contro la violenza di genere. L'evento, organizzato dalla Rete bergamasca contro la violenza di genere e dal collettivo «Non una di meno», ha visto la partecipazione di cittadini sensibili al tema.
L'iniziativa è nata anche in seguito al recente caso di Valentina Sarto, per mantenere alta l'attenzione su un fenomeno che non accenna a diminuire. La portavoce della Rete, Caterina Ferrara, ha sottolineato come la consapevolezza sia cresciuta, ma la violenza permanga radicata nella cultura.
Allarme dai Centri Antiviolenza
I dati presentati durante il presidio destano preoccupazione. La Rete bergamasca monitora da due anni le chiamate ai Centri Antiviolenza della provincia. Nel corso del 2025, sono state registrate oltre 1.000 nuove richieste d'aiuto.
Il trend mensile si attesta tra le 80 e le 90 chiamate. Un dato allarmante è emerso per il mese di febbraio, quando le richieste hanno superato le 100. Questi numeri confermano che le richieste di soccorso non diminuiscono, evidenziando una persistente criticità sociale.
La cultura della violenza: una sfida aperta
Caterina Ferrara ha evidenziato come la violenza di genere sia un problema culturale profondo. «La violenza non si smuove dalla cultura delle persone», ha affermato, sottolineando la necessità di interventi che vadano oltre la semplice emergenza.
Il presidio in piazza Pontida ha rappresentato un momento di riflessione e di richiamo alla cittadinanza, con l'obiettivo di stimolare un dibattito continuo e azioni concrete per contrastare il fenomeno.