Visita pastorale in ospedale
Bergamo - In occasione delle celebrazioni pasquali, il Vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, ha fatto visita all'ospedale Papa Giovanni XXIII. L'incontro con il personale e i pazienti ha avuto inizio nella Torre 4, dove è ricoverata la professoressa di francese dell'istituto Leonardo da Vinci di Trescore, vittima di un'aggressione da parte di uno studente.
L'incontro con la docente, avvenuto in forma privata alla presenza del direttore generale Francesco Locati e della direttrice delle professioni sanitarie Cristina Caldara, ha permesso al Vescovo di constatare le buone condizioni della donna. Monsignor Beschi ha percepito una notevole forza interiore nella professoressa, unitamente al desiderio che da questa esperienza dolorosa possa emergere un rinnovato approccio alla vita per giovani e adulti.
Messaggio di speranza e vicinanza
La professoressa ha espresso gratitudine per le cure ricevute e per l'assistenza dedicata a tutti i degenti, manifestando ammirazione per il lavoro del personale sanitario, meritevole di maggiore riconoscimento sociale. Il Vescovo ha sottolineato come la sofferenza possa essere un'occasione di crescita e di rinnovamento, auspicando un cambiamento nella percezione delle problematiche da parte di tutta la comunità.
Successivamente, monsignor Beschi ha presieduto la Messa della Domenica delle Palme, concelebrata da diversi sacerdoti tra cui don Alberto Monaci, direttore dell'Ufficio per la pastorale della salute. Durante l'omelia, il Vescovo ha ricordato come la passione, morte e resurrezione di Gesù siano al centro della tradizione cristiana, offrendo un messaggio di consolazione per chi affronta prove e dolori.
La croce come segno di forza
«Gesù non ci abbandona nella sofferenza e nella prova», ha affermato monsignor Beschi, collegando il racconto della Passione, letto in ospedale, all'esperienza del dolore vissuto dai malati. Ha evidenziato come la croce sia un simbolo potente, capace di interrogarci e di offrire conforto nelle avversità.
Il Vescovo ha concluso il suo intervento sottolineando la competenza e la dedizione del personale ospedaliero, definendoli «emanazione delle mani di Dio». Ha ribadito che il crocifisso rappresenta un segno di forza superiore alla prova, un punto di riferimento per chi si trova ad affrontare momenti difficili.