La professoressa Maria Giuseppina Gottardo, 66 anni, è venuta a mancare dopo una lunga malattia. Era una figura di spicco nel mondo accademico, nota per i suoi studi sull'Oriente e per aver favorito i rapporti tra Italia e Cina.
Addio a una studiosa di fama internazionale
La comunità di Valdagno è in lutto per la scomparsa della professoressa Maria Giuseppina Gottardo. La studiosa, spentasi all'età di 66 anni, ha lasciato un vuoto nel mondo accademico e tra coloro che l'hanno conosciuta. La sua dipartita è avvenuta a seguito di una lunga malattia.
La professoressa Gottardo era docente presso il dipartimento di lingue, letterature e culture straniere dell'Università di Bergamo. La sua carriera è stata caratterizzata da una profonda passione per la cultura orientale, in particolare quella cinese. Ha saputo unire con successo il suo sapere accademico con la promozione di scambi culturali tra l'Italia e la Cina.
Dalla scuola di Valdagno all'insegnamento universitario
Il percorso formativo di Maria Giuseppina Gottardo ebbe inizio nella sua città natale. Dopo aver conseguito il diploma presso il liceo «Trissino» di Valdagno, proseguì i suoi studi a Venezia. Qui si laureò presso l'università Ca' Foscari in lingue e letterature orientali. La sua tesi di laurea verteva sul cinese moderno.
Questo fu solo l'inizio di una brillante carriera. La professoressa Gottardo trascorse un periodo in Cina, dove lavorò per l'azienda Iveco. Successivamente, si dedicò a traduzioni in ambito tecnico, legale, commerciale e finanziario. La sua profonda conoscenza della lingua e della cultura cinese la portò a voler trasmettere questo sapere.
Iniziò così la sua attività di insegnante. Offrì corsi di formazione linguistica a Monza, sia per il Comune che per il liceo Carlo Porta. La sua dedizione la condusse poi all'insegnamento presso prestigiose istituzioni universitarie. Fu docente a Ca' Foscari, alla Bocconi di Milano e infine all'Università di Bergamo.
Un ponte tra culture e un impegno per la ricerca
L'impegno della professoressa Gottardo non si limitò all'insegnamento. Fu una studiosa attiva, coinvolta nella formazione degli studenti e nella partecipazione a progetti di ricerca. La sua opera di traduttrice di importanti testi della letteratura cinese moderna e contemporanea è stata fondamentale.
Attraverso il suo lavoro, ha contribuito significativamente alla costruzione di relazioni accademiche internazionali. La sua figura è stata un vero e proprio ponte per il dialogo tra culture e saperi diversi. La passione per il suo lavoro l'ha accompagnata fino agli ultimi giorni.
Il Rettore dell'Università di Bergamo le aveva conferito l'incarico di delegata per i rapporti con le aree asiatiche. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio nel mondo universitario e nella comunità di Valdagno, dove era molto conosciuta e stimata.