Sistema idrico bergamasco: dalla sorgente Nossana ai depuratori
Gestione idrica integrata in provincia di Bergamo
La provincia di Bergamo ha messo la gestione delle risorse idriche al centro delle sue priorità strategiche, soprattutto dopo la grave siccità del 2022. L'azienda Uniacque gioca un ruolo cruciale nel monitoraggio e nella gestione dell'estesa rete idrica locale, garantendo l'approvvigionamento a quasi tutti i comuni del territorio.
Il servizio idrico integrato copre un vasto bacino, con 215 comuni direttamente gestiti da Uniacque. Altri 15 comuni nella bassa bergamasca sono serviti da Cogeide, con cui è già in corso un accordo di acquisizione. Un piccolo gruppo di otto comuni dell'Alta Val Brembana gestisce autonomamente le proprie risorse idriche.
Approvvigionamento idrico: pianura e valli a confronto
La rete idrica bergamasca presenta una netta distinzione tra la pianura e le aree montane. A sud del capoluogo, nella pianura, l'approvvigionamento avviene prevalentemente tramite l'estrazione di acqua dalle falde acquifere attraverso pozzi.
Nelle valli, a nord di Bergamo, il sistema si basa invece sull'utilizzo di sorgenti naturali. Le tre sorgenti principali, Nossana, quella di Algua e quella del Costone, non solo rappresentano la fonte qualitativamente migliore, ma forniscono anche la maggior parte dell'acqua utilizzata nella provincia, circa il 60% del totale.
Il ciclo completo dell'acqua: acquedotto, fognatura e depurazione
Il concetto di servizio idrico «integrato» si riferisce alla gestione dell'intero ciclo dell'acqua sul territorio provinciale. Questo include non solo l'acquedotto per la distribuzione dell'acqua potabile, ma anche la rete fognaria per la raccolta delle acque reflue e gli impianti di depurazione per il loro trattamento.
La rete idrica è un complesso sistema di circa 7.000 chilometri di condotte che trasportano l'acqua dalle sorgenti e dai pozzi fino alle abitazioni. Parallelamente, una rete fognaria di circa 5.000 chilometri raccoglie le acque reflue per convogliarle verso gli impianti di depurazione.
Ottimizzazione degli impianti di depurazione e qualità dell'acqua
Uniacque sta lavorando per ottimizzare la rete di depurazione, che attualmente conta settanta impianti. L'obiettivo è razionalizzare il numero di strutture, dismettendo quelle meno efficienti o obsolete, come già avvenuto per il depuratore di Villa d’Ogna e previsto per quello di Ponte Nossa. Il piano prevede l'utilizzo dell'impianto di Ranica per servire l'intera Val Seriana.
Particolare attenzione è dedicata alla qualità dell'acqua distribuita. L'azienda si sta adeguando alle nuove normative sui Pfas, registrando concentrazioni molto basse nel territorio bergamasco. Inoltre, Uniacque monitora attentamente le attività legate alla riapertura delle miniere a Oltre il Colle e Gorno, conducendo studi per prevenire qualsiasi impatto negativo sulla qualità delle sorgenti.
Manutenzione e sfide future per la rete idrica
La manutenzione delle vecchie tubature rappresenta una delle sfide più significative. Con una vita media di circa quarant'anni, le condotte richiedono un costante rinnovo, poiché al termine della sostituzione di una parte della rete, la prima intervenuta è già prossima all'obsolescenza.
Un altro aspetto critico è la gestione delle perdite idriche. Mentre quelle superficiali sono facilmente individuabili, le perdite nel sottosuolo richiedono un monitoraggio costante della pressione della rete per essere rilevate tempestivamente. L'azienda sta anche lavorando per migliorare la separazione tra acque bianche e acque nere, un processo complesso che coinvolge ogni fase del servizio idrico.