Cronaca

Rider in piazza a Bergamo: sabato la mobilitazione per diritti

14 marzo 2026, 15:46 2 min di lettura
Rider in piazza a Bergamo: sabato la mobilitazione per diritti Immagine generata con AI Bergamo
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Sciopero e protesta dei rider a Bergamo

Sabato 14 marzo, i rider che lavorano per piattaforme di delivery come Glovo e Deliveroo manifesteranno a Bergamo. L'appuntamento è fissato per le 14:00 in Piazza Pontida. La protesta, indetta dalla Cgil, si inserisce in una giornata di mobilitazione nazionale volta a contrastare la precarietà nel settore del food delivery.

L'obiettivo principale della manifestazione è ottenere l'applicazione del Contratto nazionale Merci e Logistica. Questo permetterebbe ai lavoratori di beneficiare di diritti fondamentali come ferie retribuite, indennità di malattia e tredicesima mensilità, oltre a garantire una maggiore sicurezza durante lo svolgimento delle loro mansioni.

Le difficili condizioni dei ciclofattorini

Dietro le statistiche del settore del delivery si celano storie di fatica e precarietà. Un esempio è quello di un rider 46enne che dedica quotidianamente dieci ore della sua giornata, sette giorni su sette, alla consegna di cibo per poter mantenere la sua famiglia in Pakistan. La sua routine è una corsa contro il tempo, accettando ogni ordine indipendentemente dalla distanza o dalla retribuzione per evitare periodi di inattività.

Nonostante l'impegno, i guadagni sono spesso insufficienti. I 1000-1200 euro lordi mensili, dopo aver coperto le spese per l'affitto, il cibo e la gestione della partita IVA, si riducono drasticamente. Come racconta il lavoratore, durante i periodi di visita alla famiglia, il reddito si azzera completamente, rendendo precaria la sua situazione economica.

Richiesta di dignità e tutele

La speranza di questi lavoratori è quella di ottenere i diritti basilari riconosciuti a ogni altro impiegato. «Vorrei solo avere i diritti di ogni altro lavoratore: ferie, malattia e la certezza di una pensione», dichiara il rider, esprimendo la preoccupazione per un futuro incerto e la volontà di non dover lavorare fino a tarda età.

Ayman Bourrai, rappresentante della Nidil Cgil, sottolinea l'importanza di questo appuntamento. «La mobilitazione di sabato è un passaggio fondamentale per trasformare l’attuale fase giudiziaria in un cambiamento strutturale», afferma. L'intento è quello di assicurare ai ciclofattorini un salario minimo dignitoso e porre fine all'isolamento contrattuale che nega le tutele più elementari.

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