Ricercatore bergamasco in Iraq: «Vedo droni, ma resto»
Docente bergamasco nel Kurdistan iracheno
Il professor Giovanni Mascaretti, originario di Bergamo, ha scelto di tornare a Erbil, nel Kurdistan iracheno, per insegnare alla British International University. La sua decisione arriva in un momento di alta tensione, con la città nel mirino di attacchi di droni da parte di milizie filoiraniane.
Mascaretti, che in precedenza aveva già trascorso cinque anni nella regione, sente un forte legame con questa terra e la sua gente. La sua missione è offrire un'educazione di livello internazionale alla gioventù curda, contribuendo allo sviluppo dell'Iraq in un contesto geopolitico estremamente complesso.
La vita tra le tensioni e la speranza di pace
La situazione a Erbil è critica, con l'università chiusa dal 1° marzo a causa degli allarmi. Il professor Mascaretti, che vive in un quartiere periferico, descrive la sua esperienza come quella di uno «spettatore disincantato», pur consapevole della gravità della situazione. La popolazione locale, sebbene abituata alle minacce, mostra una notevole serenità, mentre il governo regionale mantiene una posizione neutrale.
Le preoccupazioni principali per i residenti riguardano l'economia: l'aumento dei prezzi dei generi alimentari e il calo delle entrate derivanti dall'esportazione di petrolio. Gli attacchi, spesso diretti contro asset americani come la base della coalizione e il Consolato USA, provengono in gran parte dalle Forze di Mobilitazione Popolare irachene.
Un legame profondo con il popolo curdo
Nonostante il rischio e la surrealità di vivere in una zona di conflitto, Mascaretti ha scelto di restare per esprimere vicinanza a un popolo che considera ormai come una famiglia. «Vedere i razzi intercettare i droni è tremendo, ma sei consapevole di essere in prima fila in un momento storico che determinerà le sorti globali», afferma il docente.
Il suo augurio più grande è che la guerra finisca presto, permettendo al popolo curdo di vivere finalmente in pace nella propria terra. Con un tocco di leggerezza, Mascaretti sogna di poter un giorno fondare il primo Atalanta Club a Erbil, un simbolo di normalità e passione sportiva in una regione che merita serenità.