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Prof aggredita a scuola: messaggio di speranza

Bergamo - Una lettera scritta dal letto d’ospedale, ma carica di forza e speranza. È il messaggio della professoressa Chiara Mocchi, aggredita con un’arma da taglio mercoledì scorso presso la scuola media di Trescore. Le sue parole, dettate al suo legale, sono un inno alla vita e un invito a non lasciarsi sopraffare dalla paura dopo il terribile evento.

«Sono viva grazie a voi», dichiara la docente, rivolgendo un sentito ringraziamento a tutti coloro che l'hanno soccorsa e le stanno vicino. L'obiettivo della professoressa è chiaro: trasformare questa tragica esperienza in un «ponte» verso un futuro migliore, non in un «muro» di divisione o sconforto.

Gratitudine per soccorritori e comunità

La professoressa Mocchi ha voluto esprimere la sua profonda gratitudine verso i colleghi che sono intervenuti prontamente, mettendo a rischio la propria incolumità per salvarla. Un ringraziamento speciale va anche agli studenti che hanno assistito alla scena, ai soccorritori dell'elisoccorso che hanno fermato l'emorragia e al personale medico e infermieristico dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo che l'hanno curata e operata con dedizione.

«Non porto rabbia né paura nel cuore, ma solo desiderio di rivedervi crescere sereni e protetti», ha scritto ai suoi alunni, invitandoli a proseguire negli studi con coraggio e senza timore. Ha inoltre ringraziato le forze dell'ordine, le autorità, suo fratello, il suo avvocato e tutti coloro che le hanno inviato messaggi di affetto e solidarietà, sentendoli come «fili che mi hanno ricucito l’anima».

Un ponte verso il futuro e la scuola

Nonostante la debolezza fisica e le ferite ancora fresche, lo spirito della professoressa Mocchi è saldo. «Questa vita è un dono che non sprecherò», afferma con determinazione. La docente auspica che l'episodio possa servire da spunto per una scuola più attenta e una comunità più unita, capace di stare accanto ai ragazzi, specialmente a quelli in difficoltà.

«Se il Signore vorrà concedermelo, io tornerò», ha concluso, manifestando il desiderio di rientrare presto in classe per continuare a insegnare e credere nei giovani. L'insegnamento, sottolinea, resta il suo sogno, la sua vocazione e la sua gioia più grande.

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