Salute

Pre-abilitazione: preparare i pazienti all'intervento

14 marzo 2026, 16:31 3 min di lettura
Pre-abilitazione: preparare i pazienti all'intervento Immagine da Wikimedia Commons Bergamo
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Pre-abilitazione: un nuovo approccio alla cura

Un innovativo progetto di pre-abilitazione sta rivoluzionando la preparazione dei pazienti agli interventi chirurgici presso gli ospedali Humanitas Gavazzeni e Humanitas Castelli a Bergamo. L'iniziativa, attiva da circa un anno, mira a ottimizzare le condizioni fisiche e psicologiche dei pazienti prima di procedure di cardiochirurgia, cardiologia e ortopedia protesica.

L'obiettivo è trasformare l'attesa dell'intervento in un percorso attivo di miglioramento. Si interviene sugli stili di vita, si rafforza la mente e si allena il corpo per garantire che i pazienti arrivino in sala operatoria nelle migliori condizioni possibili, riducendo così i rischi e accelerando il recupero post-operatorio.

Un percorso proattivo per il benessere del paziente

La pre-abilitazione si configura come un approccio proattivo e incentrato sul paziente, volto a potenziare la sua capacità funzionale prima dello stress chirurgico. Questo approccio mira a migliorare la condizione fisica, psicologica e nutrizionale, prevenendo al contempo rinvii dovuti a cause non tecniche, come esami mancanti o parametri clinici non ottimali.

I benefici si traducono in una riduzione dei tempi di ospedalizzazione e un minor rischio di complicanze. Il dott. Giovanni Albano, direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione, definisce questo un «cambio di paradigma»: «Non aspettiamo più che il paziente recuperi dopo l'intervento, ma lo prepariamo prima per affrontare l'operazione nelle condizioni migliori», ha spiegato.

Coordinamento e telemedicina per un'assistenza completa

Il progetto prevede un percorso condiviso, adattato alle specifiche aree cliniche, e si avvale anche della telemedicina per facilitare l'aderenza al programma e ridurre gli spostamenti. La figura chiave è il Case Manager Centrale, responsabile del coordinamento di esami, visite e valutazioni specialistiche.

«Il nostro compito è garantire che il paziente arrivi all'intervento senza ostacoli evitabili», afferma Sara Cisana, Case Manager del progetto per cardiochirurgia e ortopedia protesica. Parallelamente alla gestione burocratica e clinica, si sviluppano programmi personalizzati di allenamento fisico e si lavora sulla consapevolezza psicologica, elementi cruciali per un sereno recupero.

Valutazione funzionale e stile di vita

La valutazione del livello di fitness avviene tramite test specifici, come la Short Physical Performance Battery e il test del cammino dei 6 minuti, che permettono di impostare un allenamento mirato. Per i pazienti di cardiochirurgia robotica e ortopedia protesica, il percorso si integra con protocolli di mobilizzazione precoce e fisioterapia post-operatoria.

Gaia Parati, responsabile del coordinamento per l'area cardiologica, sottolinea l'importanza educativa del progetto: «La pre-abilitazione è un'occasione per promuovere un cambiamento dello stile di vita, intervenendo su alimentazione, attività fisica e gestione dello stress. Il paziente diventa protagonista attivo del suo percorso di cura».

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