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La perizia psichiatrica su Jashandeep Badhan, accusato dell'omicidio di Sara Centelleghe, conferma la sua piena capacità di intendere e volere al momento del delitto. La sentenza è attesa per il 22 aprile.

Perizia psichiatrica su Jashandeep Badhan

La perizia disposta dalla Corte d'Assise ha stabilito che Jashandeep Badhan era pienamente capace di intendere e di volere quando ha ucciso Sara Centelleghe. L'omicidio è avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 ottobre 2024 a Costa Volpino, in provincia di Bergamo.

Il giovane, di vent'anni e origini indiane, ha inferto 67 colpi di forbici alla diciottenne. La ragazza è stata trovata senza vita nella sua abitazione. La perizia, affidata allo psichiatra Filippo Tancredi, è stata confermata anche dal consulente del pubblico ministero, Sergio Monchieri.

Entrambi i professionisti hanno concluso che, nonostante la presenza di alcuni disturbi, questi non hanno compromesso la capacità d'intendere e di volere dell'imputato al momento del fatto. La perizia ha anche accertato la sua capacità di stare in giudizio.

Disturbi di personalità e uso di sostanze

Gli accertamenti psichiatrici hanno evidenziato in Jashandeep Badhan una serie di disturbi. Tra questi, un disturbo di personalità senza specificazione e un uso moderato di sostanze stupefacenti, come cocaina e cannabinoidi. Tuttavia, secondo i periti, nessuno di questi elementi ha inciso sulla sua capacità di intendere e di volere.

Lo psichiatra Filippo Tancredi ha descritto il quadro clinico con termini quali “difficoltà di gestione della rabbia” e “aspetto narcisistico borderline”. Il consulente Sergio Monchieri ha concordato, suggerendo di parlare di disturbo del comportamento piuttosto che di personalità, poiché quest'ultimo dovrebbe persistere anche in assenza di abuso di sostanze, cosa non riscontrata nel caso specifico.

Queste conclusioni sono in contrasto con le dichiarazioni iniziali di Badhan, che aveva attribuito il suo gesto a un forte consumo di droghe, inclusa la sera del delitto, per “tranquillizzarsi”.

Verso la conclusione del processo

Con l'esito della perizia, il processo per l'omicidio di Sara Centelleghe si avvia verso la fase finale. La prossima udienza è fissata per il 22 aprile. In quella data sono previste le conclusioni del pubblico ministero Raffaella Latorraca, della difesa rappresentata dall'avvocato Roberto Grittini, e delle parti civili.

Gli avvocati Enrico Pollini (per la madre di Sara, Marilisa Gambarini) e Roberto Pizio (per il padre della vittima, Vittorio Centelleghe) presenteranno le loro istanze. Nella stessa giornata si attende anche la pronuncia della sentenza.

Jashandeep Badhan, accusato di un omicidio efferato, rischia l'ergastolo. La sua difesa aveva puntato sulla semi-infermità mentale legata all'uso di sostanze stupefacenti.

La dinamica dell'omicidio

La sera dell'omicidio, Sara Centelleghe si trovava in casa con un'amica minorenne. Jashandeep Badhan aveva contattato l'amica per uno scambio di droga. L'imputato si era presentato sotto casa, ma non trovando Sara, era entrato nell'appartamento convinto di trovare altro stupefacente.

Il rumore provocato da Badhan svegliò Sara, che iniziò a gridare. A quel punto scattò l'aggressione. Dopo i pugni, l'uomo colpì la ragazza con decine di forbiciate. Sara morì sul pavimento di casa, mentre cercava di difendersi. Badhan fuggì dai garage.

L'amica di Sara, rientrata poco dopo, trovò il corpo e diede l'allarme. Le indagini portarono rapidamente all'arresto di Badhan, che aveva confessato l'omicidio, attribuendolo all'uso di droghe.

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