L'imputato per l'omicidio di Sara Centelleghe a Costa Volpino, Jashandeep Badhan, è stato giudicato capace di intendere e volere al momento del delitto. Le perizie escludono che l'assunzione di droghe abbia compromesso la sua lucidità.
Capacità di intendere e volere confermata dai periti
Le conclusioni dei medici legali sono state rese note durante l'udienza del 30 marzo. I periti incaricati dalla Corte d'Assise e dalla Procura hanno stabilito che Jashandeep Badhan, 20 anni, possedeva piena facoltà mentale quando ha commesso l'omicidio di Sara Centelleghe. Questo accertamento mina la strategia difensiva basata sull'alterazione psicofisica dovuta all'uso di sostanze stupefacenti.
La giovane Sara Centelleghe, 18 anni, fu uccisa nella notte tra il 25 e il 26 ottobre 2024. L'evento tragico si è consumato a Costa Volpino, un comune della provincia di Bergamo. La sentenza dei consulenti tecnici rappresenta un punto cruciale per l'andamento del processo.
Dinamica dell'omicidio e movente legato alla droga
Secondo la ricostruzione, Jashandeep Badhan si era accordato con un'amica minorenne di Sara per uno scambio di droga. L'accordo prevedeva cocaina in cambio di hashish. La vittima si trovava in casa con l'amica, ma non scese ad attendere l'imputato come previsto. Quest'ultimo, invece, decise di salire nell'appartamento.
Il suo intento era quello di recuperare altra sostanza stupefacente. Durante la sua ricerca, Badhan fece rumore. Sara Centelleghe, svegliata dal trambusto, iniziò a gridare. A quel punto, l'aggressione ebbe inizio. La giovane fu colpita ripetutamente con delle forbici, per un totale di 67 colpi. Fu anche strangolata.
L'azione fu rapida ma estremamente violenta. Gli esperti ritengono che l'aggressione sia maturata mentre la vittima tentava disperatamente di difendersi. Sara spirò sul pavimento della sua abitazione. Il responsabile cercò di dileguarsi attraverso i garage.
L'ammissione di responsabilità e il ruolo delle sostanze
L'amica di Sara, rientrata poco dopo, trovò la scena raccapricciante e diede l'allarme. Fin dalle prime fasi delle indagini, Jashandeep Badhan ha confessato il suo coinvolgimento. Ha dichiarato di aver fatto uso di cocaina, oppiacei e hashish la sera del delitto per cercare di calmarsi.
Questo aspetto è diventato centrale nel dibattimento. La difesa ha puntato molto sull'influenza delle droghe per attenuare la responsabilità dell'imputato. Le perizie psichiatriche, tuttavia, hanno offerto un quadro più complesso ma netto.
I consulenti hanno riconosciuto la presenza di un disturbo di personalità in Badhan. Questo disturbo presenterebbe tratti di impulsività, difficoltà nel controllo della rabbia e caratteristiche riconducibili a un profilo narcisistico-borderline. Nonostante ciò, gli esperti hanno escluso che questi elementi abbiano compromesso la sua capacità di comprendere la realtà o di autodeterminarsi.
Nessuna alterazione mentale significativa dovuta alle droghe
Circa l'assunzione di sostanze, i periti non hanno negato un possibile effetto disinibitorio. Hanno però evidenziato la mancanza di prove concrete di un'intossicazione tale da alterare profondamente lo stato mentale dell'imputato. Gli esami tossicologici effettuati non hanno permesso di stabilire che Badhan fosse in uno stato di totale perdita di controllo.
Anzi, il comportamento ricostruito dell'imputato, prima, durante e dopo il delitto, è stato definito «organizzato» secondo i canoni della criminologia forense. Questo si riferisce all'approccio metodico nell'entrare nell'abitazione, nella ricerca della droga e nella successiva fuga.
La violenza estrema dell'azione, con decine di colpi inferti con le forbici e il tentativo di soffocare la vittima mentre gridava, ha colpito la Corte. Tuttavia, il consulente Sergio Monchieri ha spiegato che tale escalation di rabbia non indica necessariamente una perdita di contatto con la realtà. La reazione di Sara avrebbe innescato un aumento progressivo dell'ira, in un soggetto già predisposto all'impulsività.
Il numero elevato di ferite, sebbene impressionante, si sarebbe concentrato in un lasso di tempo molto breve, nel pieno di una colluttazione violenta. La Corte d'Assise ha ascoltato con attenzione queste spiegazioni.
Prossimi passi del processo
Il processo per l'omicidio di Sara Centelleghe proseguirà il 22 aprile. In quella data è prevista l'escussione dell'imputato, Jashandeep Badhan. Seguirà la discussione finale in aula. Le conclusioni dei periti sulla sua capacità di intendere e volere rappresentano un elemento determinante per la sentenza.
La vicenda ha scosso profondamente la comunità di Costa Volpino e l'intera provincia di Bergamo. La giovane età della vittima e la brutalità dell'omicidio hanno suscitato grande sgomento. L'attenzione ora è rivolta alle fasi finali del processo.
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