Cronaca

Omicidio Claris: processo per futili motivi, De Simone rischia ergastolo

11 marzo 2026, 18:31 2 min di lettura
Omicidio Claris: processo per futili motivi, De Simone rischia ergastolo Immagine da Wikimedia Commons Bergamo
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Rinvio a giudizio per omicidio aggravato

Jacopo De Simone, 19enne, è stato rinviato a giudizio dalla Corte d’Assise di Bergamo. Il giovane è accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e porto abusivo di coltello. La decisione del giudice per l'udienza preliminare (gup) Bonifacio apre la strada a un processo che potrebbe portare a una condanna all'ergastolo.

L'episodio risale alla notte del 4 maggio dell'anno scorso, quando De Simone colpì mortalmente con una coltellata Riccardo Claris, 26 anni. Il fatto avvenne in via dei Ghirardelli, una zona vicina allo stadio cittadino.

Lite per rivalità calcistica sfociata in tragedia

Secondo le indagini, la tragedia sarebbe scaturita da una lite in un bar di Borgo Santa Caterina, alimentata da rivalità calcistiche tra tifosi. Il gup ha accolto la tesi della Procura, rappresentata dal pm Maria Esposito, riconoscendo l'aggravante dei futili motivi.

La difesa di De Simone aveva tentato di sostenere l'insussistenza di tale aggravante, argomentando che il suo assistito temeva per l'incolumità del fratello e della fidanzata. Tuttavia, il giudice ha ritenuto che il pericolo fosse cessato, anche grazie all'intervento della madre dell'imputato, che aveva cercato di sedare gli animi.

Familiari della vittima parte civile

I familiari di Riccardo Claris sono stati ammessi come parte civile nel processo. La madre Alessandra Feroldi, le sorelle Barbara e Francesca, e la nonna Barbara Agazzi, assistiti dai loro legali, si sono trovati per la prima volta faccia a faccia con l'imputato durante l'udienza preliminare.

Il 19enne, attualmente detenuto nel carcere di Cremona, è fratello di Carmine De Simone, anch'egli coinvolto in un altro procedimento giudiziario per un omicidio avvenuto a marzo.

La ricostruzione della tragica serata

La sera dell'omicidio, Jacopo De Simone, tifoso interista, si trovava in un locale frequentato da sostenitori dell'Atalanta con un gruppo di amici. Dalle prime ricostruzioni, sembrerebbe che il gruppo di De Simone abbia iniziato a provocare gli altri avventori, anche con cori anti-Atalanta.

La situazione è degenerata quando la compagnia di De Simone si è allontanata dal bar, seguita da un gruppo di tifosi atalantini, tra cui la vittima. De Simone, preoccupato per i familiari che non rientravano, è sceso in strada armato di un coltello da cucina. In quel frangente, nonostante i tentativi di mediazione della madre, ha sferrato il colpo mortale contro Riccardo Claris.

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