Ripartenza cantiere nuova Gamec a Bergamo
Il cantiere per la realizzazione della nuova sede della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea (Gamec) a Bergamo è pronto a ripartire. Dopo mesi di fermo, a seguito della rescissione del contratto con l'impresa Manelli lo scorso dicembre per gravi inadempienze, il Comune ha preso in mano la situazione.
A partire dal prossimo 6 aprile, Palazzo Frizzoni si occuperà dello sgombero completo dell'area di piazzale Tiraboschi. Questa operazione, che prevede anche lo smontaggio e il trasporto delle due autogru rimaste sul posto, ha un costo stimato di quasi 40mila euro. L'obiettivo è restituire il cantiere alla piena operatività nel minor tempo possibile.
Comune di Bergamo chiede risarcimento danni
L'amministrazione comunale di Bergamo non intende lasciare nulla di intentato e si prepara a chiedere un risarcimento danni all'impresa Manelli. La cifra per lo sgombero dell'area, infatti, sarà addebitata alla ditta inadempiente, così come i costi per il deposito del materiale che nel frattempo matureranno.
Questa mossa è volta a recuperare le spese sostenute per risolvere una situazione di stallo che ha rallentato un progetto importante, in parte finanziato con fondi del PNRR per circa 6 milioni di euro. La nuova impresa incaricata di proseguire i lavori è un consorzio composto da Cme di Modena, Edilco di Martinengo e Colombo Spa di Sesto Calende.
Contenziosi e subappaltatori: la situazione complessa
La vicenda del cantiere della nuova Gamec non si limita alla questione con l'impresa principale. Il Comune di Bergamo si trova a dover gestire anche le richieste di numerosi subappaltatori che hanno lavorato per la Manelli e che lamentano mancati pagamenti. Già a dicembre, l'amministrazione aveva segnalato come alcuni di questi si fossero rivolti direttamente a Palazzo Frizzoni per ottenere quanto dovuto.
La situazione è ulteriormente complicata da azioni legali come un pignoramento presso terzi per oltre 650mila euro avanzato da un fornitore della Manelli, un'azione che ha coinvolto diversi comuni italiani dove l'impresa operava. A ciò si aggiungono richieste di pagamento da parte di altre due aziende, la Ferro Berica srl e la Innova Costruzioni srl, per ingenti somme, a cui il Comune si è opposto tramite i propri legali, forte dei pagamenti già effettuati alla società cessionaria del credito della Manelli.