Salute

Nanoparticelle per curare il cancro: la ricerca made in Bergamo

17 marzo 2026, 02:00 3 min di lettura
Nanoparticelle per curare il cancro: la ricerca made in Bergamo Immagine da Wikimedia Commons Bergamo
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Nanocipolle di carbonio: la nuova frontiera contro il cancro

Una promettente innovazione nel campo della lotta al cancro arriva da Bergamo. La professoressa Silvia Giordani, scienziata di fama internazionale, sta sviluppando un approccio rivoluzionario basato sull'utilizzo di speciali nanoparticelle di carbonio, da lei soprannominate «nanocipolle», per veicolare farmaci antitumorali direttamente nelle cellule malate.

Queste particelle sferiche, tecnicamente definite fullereni multistrato, rappresentano una potenziale alternativa alla chemioterapia tradizionale. La loro specificità mira a colpire esclusivamente le cellule cancerose, minimizzando così gli effetti collaterali dannosi sui tessuti sani, un limite intrinseco delle terapie attuali.

Dalla ricerca di laboratorio alla clinica

La ricerca di Giordani, che opera attualmente come Full Professor alla Dublin City University, si concentra da anni sull'applicazione biomedica di questi nanomateriali. Studi preliminari hanno già dimostrato l'efficacia delle «nanocipolle» nell'attraversare le membrane delle cellule tumorali, con risultati incoraggianti su tumori del pancreas e del seno.

Attualmente, il team di ricerca sta approfondendo l'efficacia di queste nanoparticelle nel trattamento dei tumori cerebrali. Sebbene i test siano ancora in fase di laboratorio (in vitro), l'obiettivo è la traslazione dei risultati nella pratica clinica, creando vettori intelligenti e non tossici per terapie mirate.

Un percorso scientifico d'eccellenza

Il percorso di Silvia Giordani è costellato di successi e riconoscimenti. Dopo la laurea in Chimica e tecnologia farmaceutica all'Università di Milano e un dottorato a Miami, ha ottenuto borse di studio prestigiose come la «Marie Curie» e il «President of Ireland Young Researcher Award». Ha fondato il laboratorio Nano Carbon Materials all'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e vanta oltre 160 pubblicazioni scientifiche.

La sua nomina a Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 2025 sottolinea ulteriormente il suo contributo significativo nel campo della nanotecnologia applicata alla medicina. La professoressa ha spiegato che le «nanocipolle» di carbonio, con un diametro di soli 5 nanometri, sono state prodotte in modo puro, omogeneo e si sono dimostrate sicure e tollerate dal sistema immunitario.

Il futuro della ricerca: collaborazione e domande

Giordani ha anche rivolto un messaggio agli studenti, incoraggiandoli a intraprendere percorsi scientifici interdisciplinari e a non temere di porsi domande, evitando l'uso passivo di strumenti come ChatGpt. «Lo scienziato è tale in quanto si fa delle domande», ha sottolineato, invitando alla documentazione e alla ricerca autonoma.

La scienziata ha inoltre evidenziato l'importanza della meritocrazia e della collaborazione globale nella ricerca scientifica, citando l'esempio del Covid-19. Ha auspicato che questo spirito di unione e investimento di risorse possa essere applicato sistematicamente alla ricerca oncologica, con un coinvolgimento attivo dei governi per superare le sfide e trovare nuove cure.

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