Cultura

Mura interiori: liberarsi dalle difese obsolete

15 marzo 2026, 11:01 2 min di lettura
Mura interiori: liberarsi dalle difese obsolete Immagine da Wikimedia Commons Bergamo
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Bergamo: Città Alta e le sue mura

La vista di Città Alta, con le sue imponenti mura veneziane, accoglie chiunque arrivi a Bergamo. Queste fortificazioni, patrimonio UNESCO dal 2017, evocano un passato di difesa. Tuttavia, la loro funzione originale di protezione militare è ormai lontana.

Le mura, dotate di porte e cannoniere, furono concepite per difendere l'antico impero veneziano. Nonostante la loro imponenza, non furono mai impiegate in veri conflitti bellici. Oggi, rappresentano un simbolo storico più che una barriera fisica.

Metafora del castello interiore

Immaginiamo un regno protetto da mura possenti contro minacce esterne. Col tempo, le invasioni cessano, ma le difese rimangono attive. Il re, inizialmente protettivo, diventa oppressivo, limitando le libertà interne e perseguitando gli oppositori.

Questa narrazione riflette un processo simile che può avvenire all'interno di ogni individuo. Le strutture difensive che creiamo per proteggerci da pericoli percepiti possono trasformarsi in prigioni autoimposte.

La corazza caratteriale e il respiro

La «corazza caratteriale», concetto introdotto da Wilhelm Reich, descrive un insieme di tensioni fisiche e psicologiche. Queste tensioni, sviluppate per difenderci, diventano croniche e limitano la nostra libertà, impedendoci di vivere pienamente.

A livello psico-corporeo, queste difese si manifestano con difficoltà emotive e restrizioni respiratorie. Un respiro limitato, o l'apnea, sono meccanismi per evitare il dolore, ma riducono la nostra vitalità. Una respirazione piena è fondamentale per una vita vissuta appieno.

Superare le difese e abbracciare il Sé

Sentirsi costantemente sotto attacco o sotto esame genera tensione e spreco di energia. Come nel castello, le risorse dedicate alla difesa impediscono il benessere e la serenità. La felicità diventa irraggiungibile se si vive in uno stato di allerta perenne.

Le parti di noi che nascono per proteggerci possono trasformarsi in giudici interni spietati. L'analisi junghiana, attraverso il concetto di individuazione e il regicidio alchemico, suggerisce la necessità di superare un principio interno oppressivo (l'Io rigido) per fare spazio al Sé, la totalità della psiche.

Pace interiore in tempi di conflitto

In un mondo segnato da conflitti e minacce, sia esterne (inquinamento, traffico) che interne, la psicologia profonda suggerisce di lavorare su sé stessi per trovare pace. Gestire il conflitto interiore non annulla le crisi globali, ma può offrire un senso di stabilità.

Affrontare le proprie «guerre interiori» può portare a un precario, ma prezioso, senso di pace. Questo processo, sperabilmente, può innescare un effetto positivo a cascata, promuovendo un benessere più diffuso.

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