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Studenti e docenti del Liceo Manzù di Bergamo hanno scioperato per protestare contro la dirigenza scolastica, lamentando la limitazione della libertà d'espressione e la mancanza di trasparenza.

Protesta degli studenti al Liceo Manzù

Il 31 marzo, numerosi studenti del Liceo Artistico Manzù a Bergamo hanno organizzato uno sciopero. L'azione di protesta si è svolta all'esterno dell'istituto scolastico di via Tasso. L'obiettivo era manifestare il dissenso verso la gestione della dirigenza. Erano presenti anche alcuni genitori a sostegno degli studenti.

Il Collettivo studentesco ha denunciato una generale «mancanza d’attenzione nei confronti della scuola». Hanno criticato un modello educativo percepito come troppo aziendale. Questo approccio, secondo gli studenti, limita la loro libertà di espressione. Viene inoltre segnalata una scarsa trasparenza nelle decisioni prese.

Oltre 100 studenti hanno partecipato alla manifestazione. Hanno espresso la loro insoddisfazione per come la loro formazione e il loro futuro vengano gestiti. Ritengono che questi aspetti siano scollegati dalle reali esigenze degli studenti. Hanno richiesto un cambiamento immediato nelle politiche scolastiche.

Mancanza di ascolto e dialogo

Un portavoce degli studenti ha sottolineato la lunga durata del problema. Ha affermato che le istanze degli studenti vengono ignorate da tempo. La dirigenza e l'istituzione scolastica non ascoltano le loro voci. Gli studenti costituiscono la maggioranza all'interno dell'istituto. Negare loro protagonismo significa impedire a molti di influenzare il proprio percorso formativo.

Pietro Wilhelm Malmsheimer, referente stampa dell'UdS Lombardia, ha riportato un episodio specifico. Durante l'ultimo comitato studentesco, la cui partecipazione è riservata agli studenti, è intervenuto anche il dirigente scolastico. Quest'ultimo ha monopolizzato la discussione, impedendo agli studenti di esprimere liberamente le proprie opinioni. Inoltre, ha disposto la rimozione dei volantini informativi sullo sciopero.

Docenti e problemi strutturali

Anche una parte del corpo docente del liceo ha espresso il proprio disaccordo. Pur non partecipando attivamente allo sciopero, molti professori si oppongono alle decisioni e alla gestione del preside Cesare Emer Botti. La protesta degli studenti si inserisce in un contesto di criticità più ampie riguardanti la struttura scolastica.

Solo poche settimane prima, l'istituto era privo di un piano antincendio. Alcune uscite di emergenza risultavano bloccate da lucchetti. Queste problematiche hanno portato il preside a disporre la chiusura delle aule adibite ai laboratori. Tali misure sono state adottate per garantire la sicurezza degli studenti.

Wilhelm ha concluso affermando che la situazione del Liceo Manzù non è isolata. Ha evidenziato come queste problematiche siano diffuse sia nella provincia di Bergamo che in tutta la Lombardia. Ha lanciato un appello affinché le dirigenze scolastiche, le Province, i provveditorati e la Regione Lombardia si assumano le proprie responsabilità. L'obiettivo è migliorare lo stato della scuola pubblica nella regione.