Cultura

Il Batiscafo Trieste protagonista di un nuovo film

15 marzo 2026, 18:56 2 min di lettura
Il Batiscafo Trieste protagonista di un nuovo film Immagine da Wikimedia Commons Bergamo
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Anteprima cinematografica a Milano

Martedì sera, alle ore 19, il Cinema Arlecchino di Milano ospiterà la proiezione in anteprima del film intitolato «Operazione Batiscafo Trieste». La pellicola è diretta dal regista Massimiliano Finazzer Flory.

Alla presentazione interverrà lo stesso regista. Sarà inoltre presente Marie-Laure Piccard, figlia di Jacques Piccard, uno dei due audaci piloti che guidarono il sommergibile negli abissi della Fossa delle Marianne.

La storica impresa del 1960

Il film, una produzione Rai Cinema, ripercorre le tappe salienti che hanno portato alla nascita del progetto Batiscafo Trieste. Vengono esplorate le complesse sfide tecniche affrontate e il profondo significato di un'impresa che catturò l'attenzione globale.

Era il 23 gennaio 1960, esattamente 66 anni fa, quando il Batiscafo Trieste, con a bordo Jacques Piccard e Don Walsh, toccò per la prima volta nella storia umana il fondale più profondo della Terra. L'abisso Challenger, nella Fossa delle Marianne, a quasi 11.000 metri sotto il livello del mare, divenne il simbolo di un successo straordinario.

Un progetto nato a Trieste

L'iniziativa del Batiscafo Trieste fu promossa e commissionata direttamente dal Comune di Trieste. Il film si avvale di preziose immagini d'archivio, che documentano le prime fasi della costruzione del sommergibile.

Sono incluse anche testimonianze dirette: dai discendenti dei piloti ai protagonisti di quell'epica spedizione, fino agli esperti del settore, che offrono un quadro completo dell'evento.

Scienza, arte e futuro

«Non si tratta solo di un batiscafo», ha spiegato il regista Massimiliano Finazzer Flory. «È molto di più: un viaggio costante alla ricerca della bellezza, attraverso la scienza e grazie ai pionieri. Un legame profondo con il mare».

Finazzer Flory fa riferimento a due sommergibili: quello che nel 1960 stabilì il primato mondiale scendendo nella Fossa delle Marianne, e un secondo, ricostruito in scala 1:1 in Lombardia, a Bergamo. Quest'ultimo ha come destinazione finale il Museo di Trieste, poiché il batiscafo è ora considerato un'opera d'arte, un connubio di scienza e design, simbolo di pace e poesia.

Il regista allude all'inaugurazione, prevista per il 2026, della nuova collezione dedicata al Batiscafo presso il Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez. Questo museo celebra il collezionista triestino, amico personale di Auguste e Jacques Piccard, che incoraggiò la scelta di Trieste come base per la realizzazione del batiscafo.

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