Cultura

Il Batiscafo Trieste protagonista di un nuovo film

15 marzo 2026, 16:06 2 min di lettura
Il Batiscafo Trieste protagonista di un nuovo film Immagine da Wikimedia Commons Bergamo
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Anteprima cinematografica a Milano

Il Batiscafo Trieste, icona della ricerca scientifica e dell'esplorazione degli abissi, è ora al centro di un nuovo film intitolato “Operazione Batiscafo Trieste”. La pellicola, diretta da Massimiliano Finazzer Flory, sarà proiettata in anteprima a Milano, presso il Cinema Arlecchino, martedì alle ore 19.

Alla presentazione parteciperà il regista stesso, affiancato da una figura di rilievo storico: Marie-Laure Piccard, figlia di Jacques Piccard, uno dei coraggiosi piloti che guidarono il Trieste nella sua storica immersione.

L'impresa del 1960 nella Fossa delle Marianne

Il film, una produzione Rai Cinema, ripercorre le tappe salienti che hanno portato alla realizzazione di un progetto ambizioso e alle sfide tecnologiche affrontate. La narrazione culmina con l'impresa epocale del 23 gennaio 1960, quando il Batiscafo Trieste, con a bordo Jacques Piccard e Don Walsh, raggiunse per la prima volta nella storia umana il punto più profondo della Terra: l'abisso Challenger, nella Fossa delle Marianne, a quasi 11.000 metri di profondità.

Questa spedizione, promossa e voluta dal Comune di Trieste, ha segnato un punto di svolta nella conoscenza degli oceani e ha catturato l'immaginazione del mondo intero. Il film integra preziose immagini d'archivio, mostrando le fasi di costruzione del sommergibile, e raccoglie testimonianze dirette.

Un'opera tra scienza, arte e futuro

Il regista Massimiliano Finazzer Flory descrive il Batiscafo non solo come un mezzo tecnico, ma come simbolo di una continua ricerca della bellezza attraverso la scienza. Il film esplora il legame tra i pionieri, il mare e due diverse generazioni di batiscafi.

Viene evidenziata la ricostruzione in scala 1:1 di un batiscafo a Bergamo, destinato al Museo della Guerra per la Pace di Trieste. Questo nuovo allestimento, previsto per il 2026, trasforma il batiscafo in un'opera d'arte, un connubio di scienza, design e poesia, proiettando la storia verso il futuro.

Il Museo della Guerra per la Pace di Trieste, intitolato a Diego de Henriquez, fu un sostenitore fondamentale del progetto, incoraggiando Auguste e Jacques Piccard a scegliere la città come base operativa per la costruzione del Batiscafo.

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