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Il governatore lombardo Attilio Fontana, parlando a Pontida, ha difeso le sue critiche al governo centrale, affermando di agire per tutelare gli interessi della Lombardia. Ha inoltre ribadito la sua visione federalista e la necessità di dare maggiore autonomia ai territori.

Fontana difende le sue posizioni

Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, è intervenuto sul palco di Pontida. Ha dichiarato di essere stato accusato di criticare il governo. Ha spiegato che le sue parole sono state dettate dalla necessità di difendere la sua regione. Non ha intenzione di tacere su questioni importanti per la Lombardia.

Fontana ha affermato: «Ho detto le cose che andavano dette, per difendere la Lombardia, nulla di più e di meno». Ha sottolineato l'importanza dell'unità regionale per superare gli ostacoli. Ha menzionato il federalismo come obiettivo primario del suo operato politico.

La visione federalista di Fontana

Il governatore ha espresso chiaramente la sua posizione federalista. Ha dichiarato: «Io sono nato federalista e voglio il federalismo». Ha aggiunto che non rimarrà in silenzio di fronte a decisioni centraliste. Intende continuare a esprimere il suo dissenso.

Fontana ha riconosciuto i meriti quando le cose vanno bene. Ha citato positivamente il discorso di Giorgetti, definendolo «eccellente». Ha aggiunto che, per la prima volta, l'Italia appare credibile in Europa grazie a queste politiche.

Autonomia e voce ai territori

Fontana ha ribadito la necessità di dare ai territori la capacità di decidere il proprio futuro. Ha affermato: «Noi dobbiamo essere nelle condizioni di decidere il futuro dei nostri territori». Si è detto convinto che la Lombardia sia in grado di operare meglio di Roma.

L'obiettivo è chiaro: «Verso il federalismo e verso un partito che sia organizzato, con istanze che vengano dal basso». Fontana ha promesso di ridare voce alle comunità locali. Questo messaggio è stato accolto dai militanti con cori alternati per lui e per Matteo.

Ha concluso il suo intervento sottolineando l'importanza di creare spazi di discussione per il futuro di ogni territorio. Ha identificato nel «popolo della Lega» la vera guida, la «stella polare» del movimento politico.