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Nascita di un'associazione per il fine vita

A Bergamo, negli anni Ottanta, nasceva un'associazione pionieristica dedicata alle cure palliative. In un'epoca in cui parlare di dolore e fine vita era ancora un tabù, un gruppo di persone decise a fare la differenza. L'obiettivo era offrire un'alternativa concreta a chi riceveva una diagnosi di non guarigione, per cui spesso l'unica prospettiva era il nulla.

L'iniziativa fu promossa da Arnaldo Minetti e sua moglie Kika Mamoli, con la visione di creare un modello di cura centrato sulla persona malata e sul suo nucleo familiare. Questo approccio mirava a fornire un sostegno completo, che abbracciasse aspetti clinici, assistenziali, psicologici, spirituali e sociali.

Dall'assistenza domiciliare all'Hospice

L'associazione, ufficialmente costituita nel 1989, iniziò la sua attività con un forte impegno nella sensibilizzazione e nell'assistenza domiciliare. Figure chiave come Roberto Labianca, Giambattista Cossolini e Giuseppe Remuzzi affiancarono i fondatori in questo percorso.

Verso la fine degli anni Novanta, emerse la necessità di creare una struttura residenziale per coloro che non potevano essere assistiti a casa. Questa esigenza portò alla realizzazione del primo Hospice pubblico italiano a Bergamo. L'inaugurazione, avvenuta nel 2000, fu il risultato di una grande mobilitazione cittadina e di un'intensa raccolta fondi.

L'Hospice di Bergamo e i suoi 25 anni

L'Hospice, aperto nel 2000, fu donato agli Ospedali Riuniti di Bergamo con l'intento di fungere da modello replicabile in tutta Italia. Oggi, a 25 anni dalla sua apertura, l'associazione opera con oltre 130 volontari attivi in molteplici contesti.

I servizi spaziano dall'Hospice, operativo sette giorni su sette, al Pronto Soccorso dell'ospedale Papa Giovanni XXIII, passando per il Day Hospital oncologico e gli ambulatori di terapia del dolore. L'assistenza si estende anche alle Case di Comunità, ai centri vaccinali e direttamente al domicilio dei pazienti.

Attività e prospettive future

All'interno dell'Hospice, vengono proposte attività ricreative e terapeutiche come la pet therapy e la musicoterapia, volte a migliorare la qualità della vita e a facilitare il distacco. L'associazione si impegna anche nella sensibilizzazione attraverso incontri nelle scuole e in occasione di eventi pubblici.

La presidente Aurora Minetti, figlia di Arnaldo e Kika, sottolinea l'importanza di rendere le cure palliative sempre più precoci e integrate nel percorso di cura. La sfida futura è ampliare i servizi, aumentando posti letto e personale sanitario per rispondere a una domanda in crescita, con l'obiettivo di creare un modello di eccellenza replicabile altrove.