Condividi

Nascita di un'associazione per il fine vita

A Bergamo, negli anni '80, nasceva un'associazione pionieristica nel campo delle cure palliative. L'iniziativa, promossa da Arnaldo Minetti e sua moglie Kika Mamoli, mirava a offrire un'alternativa concreta a chi riceveva una diagnosi di non guarigione, un tempo spesso sinonimo di abbandono terapeutico.

L'obiettivo era chiaro: rompere il silenzio e il tabù che circondavano il tema del fine vita. L'associazione si proponeva di fornire un supporto completo, che andasse oltre l'assistenza clinica, includendo il sostegno psicologico, sociale e spirituale per i pazienti e i loro familiari.

Dall'assistenza domiciliare all'Hospice

Inizialmente, l'associazione si concentrò sull'assistenza domiciliare, collaborando con le istituzioni sanitarie locali. Tuttavia, la crescente necessità di un luogo di cura specializzato portò a un progetto ancora più ambizioso: la creazione del primo hospice pubblico in Italia.

Grazie a una forte mobilitazione della comunità bergamasca e a un'intensa attività di raccolta fondi, l'Hospice di Borgo Palazzo aprì le sue porte nel 2000. Nello stesso anno, la struttura fu donata agli Ospedali Riuniti di Bergamo, con l'auspicio che potesse diventare un modello replicabile in altre realtà italiane.

Oltre 130 volontari per un'assistenza a 360 gradi

Oggi, a 25 anni dalla sua fondazione, l'Associazione Cure Palliative di Bergamo conta su una rete di oltre 130 volontari attivi in diversi ambiti. L'assistenza viene offerta non solo nell'Hospice, ma anche presso il Pronto Soccorso dell'ospedale Papa Giovanni XXIII, il Day Hospital oncologico, gli ambulatori di terapia del dolore e direttamente al domicilio dei pazienti.

Vengono inoltre promosse attività di sensibilizzazione nelle scuole e in occasione di eventi pubblici. All'interno dell'Hospice, iniziative come la pet therapy, la musicoterapia e i massaggi mirano a migliorare la qualità della vita dei pazienti, trasformando i momenti difficili in occasioni di condivisione e serenità.

Cure palliative precoci e integrate: la sfida futura

La presidente Aurora Minetti, figlia dei fondatori, sottolinea l'importanza di un approccio sempre più precoce e integrato alle cure palliative. Queste non dovrebbero essere considerate solo un intervento in fase terminale, ma un modello di presa in carico che accompagna il paziente fin dall'insorgere del dolore e della perdita di qualità della vita.

La sfida per il futuro è ampliare ulteriormente i servizi, aumentando i posti letto e il personale sanitario per rispondere a una domanda in costante crescita. L'obiettivo è fare di Bergamo un esempio virtuoso, capace di ispirare altre realtà nella promozione di un'assistenza più umana e completa per chi affronta la malattia.