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Due uomini sono stati uccisi in una sparatoria fuori dal tempio sikh di Covo. Un testimone ha fornito indicazioni sull'aggressore, dando il via a una caccia all'uomo.

Sparatoria nella notte a Covo

Un grave fatto di sangue ha scosso la comunità di Covo, in provincia di Bergamo. Nella notte tra venerdì e sabato, due uomini sono stati freddati con colpi di pistola nel piazzale antistante il tempio sikh 'Gurdwara Mata Sahib Kaur Ji'. L'episodio è avvenuto in via Campo Rampino, nella zona industriale del paese.

Le vittime sono state identificate come Rajinder Singh, 47 anni, residente a Covo e precedentemente presidente del centro sikh, e Gurmit Singh, 48 anni, originario di Agnadello, nel Cremonese. Entrambi erano molto conosciuti all'interno della comunità indiana che si riunisce nel tempio, un capannone riadattato per le funzioni religiose.

I segni della violenta sparatoria erano ancora visibili sul selciato il giorno seguente. Le indagini sono scattate immediatamente per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto e risalire all'autore del duplice omicidio.

L'agguato e la fuga

Secondo le prime ricostruzioni, l'aggressore avrebbe agito con estrema rapidità. Sembra che l'uomo sia giunto sul posto a bordo di una Bmw. Giunto nei pressi del tempio, si sarebbe inginocchiato per un momento, quasi a simulare una preghiera. Successivamente, si sarebbe rialzato, avrebbe estratto un'arma da fuoco e aperto il fuoco contro le due vittime, che stavano uscendo dal luogo di culto.

Sono stati raccolti almeno una decina di bossoli sul luogo dell'aggressione. Le forze dell'ordine sospettano che il numero di colpi esplosi possa essere stato superiore. Dopo aver compiuto il duplice omicidio, l'assassino si sarebbe dato alla fuga. Pare che sia salito su un'altra automobile, forse in compagnia di altre persone, dileguandosi nel buio.

Le indagini sono condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo e della Compagnia di Treviglio, sotto il coordinamento del pubblico ministero Magnolo. Si sta cercando di chiarire il movente, che potrebbe essere legato a questioni interne alla comunità sikh.

Le testimonianze e le telecamere

Le telecamere di sorveglianza presenti all'interno del capannone potrebbero fornire elementi cruciali per le indagini. Le immagini potrebbero aver ripreso l'intera sequenza degli eventi, aiutando gli investigatori a identificare l'aggressore e a ricostruire i suoi movimenti.

Fondamentali saranno anche le testimonianze. Un cittadino indiano, frequentatore del tempio, ha raccontato quanto accaduto la sera precedente. «C’era tanta gente ieri sera al tempio», ha dichiarato. «Stavamo preparando la festa di Vaisakhi, una delle ricorrenze più sentite della comunità, per la nascita della religione sikh».

Il testimone ha poi fornito un dettaglio importante: «È arrivato un indiano di Antegnate, uno che frequenta a sua volta il tempio, tutte le domeniche viene qui. Ha sparato non solo alle vittime, anche un’altra persona è stata sfiorata». Questa indicazione è al centro delle attenzioni degli investigatori, che stanno concentrando le loro ricerche sull'uomo descritto.

La comunità sconvolta

La notizia del duplice omicidio ha lasciato sgomento il sindaco di Covo, Andrea Capelletti. «Sono senza parole per quanto è successo», ha affermato. «Finora con la comunità indiana non c’era mai alcun problema, è ben integrata ed è sempre stata molto pacifica. Siamo tutti sconvolti».

La giornata di sabato avrebbe dovuto essere dedicata alla celebrazione di Vaisakhi, una delle festività più importanti del calendario Sikh. La ricorrenza, che segna il capodanno punjabi, la festa del raccolto e la nascita del Khalsa nel 1699, è stata ovviamente annullata in segno di lutto e rispetto per le vittime.

Le autorità continuano le ricerche dell'assassino, nella speranza di poter risolvere al più presto il caso e fare piena luce su questa tragica vicenda che ha colpito la comunità di Covo.

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