Concerto negato a ipovedente e sorda: «Solo posti in ultima fila»
Accessibilità negata per disabilità sensoriali
Una donna ipovedente e sorda si è vista negare la possibilità di assistere a un concerto, a causa di un'organizzazione che non teneva conto delle sue specifiche esigenze. Francesca Bosetti, 49 anni, ha denunciato l'accaduto dopo aver richiesto un posto adeguato per il concerto di Roberto Vecchioni alla ChorusLife Arena di Bergamo, previsto per il 20 aprile.
A causa di una patologia rara, Francesca ha un residuo visivo di due decimi e utilizza un impianto cocleare per l'udito. Nonostante queste condizioni, le è stato proposto un posto in ultima fila, una soluzione giudicata inadeguata e discriminatoria.
Critiche all'organizzazione e alla gestione dei posti
La donna ha criticato l'approccio dell'organizzazione, definendolo «arretrato e binario» nella gestione della disabilità. Le persone in sedia a rotelle avevano a disposizione un'area riservata, mentre coloro che potevano deambulare, come Francesca, venivano relegati nell'ultima fila della tribuna centrale.
«La presenza di una zona disabili a parte è l'opposto del concetto di inclusione», ha sottolineato Francesca, evidenziando come una tale disposizione, seppur nata da buone intenzioni, risulti emarginante per chi ha difficoltà sensoriali. L'idea di un posto in ultima fila le avrebbe impedito di godersi appieno lo spettacolo.
La discriminazione tra disabilità visibili e invisibili
Francesca ha evidenziato come spesso la disabilità venga categorizzata unicamente in base alla mobilità, ignorando le esigenze di chi presenta limitazioni sensoriali. La sua richiesta, inoltrata il 24 gennaio tramite il modulo di accesso disabili, specificava la necessità di una postazione ravvicinata al palco per compensare ipovisione e ipoacusia.
La risposta ricevuta dalla biglietteria è stata lapidaria: «Non abbiamo la possibilità di scegliere i posti in base alla disabilità». Questo ha portato Francesca a sentirsi invisibile e doppiamente discriminata, poiché le disabilità sensoriali, a differenza di quelle motorie, sono meno evidenti e spesso sottovalutate.
Il diritto all'accessibilità e l'inclusione
La donna ha ribadito che non chiedeva privilegi, ma semplicemente accessibilità, un diritto fondamentale. Ha paragonato la situazione a quella di chi prenota online, potendo scegliere liberamente il proprio posto, mentre a lei, pagando un biglietto a tariffa minima, veniva negata questa possibilità.
Francesca, insegnante di canto, dirige tuttora il coro gospel giovanile «Amodonostro Gospel Choir» di Bedizzole (Brescia), fondato vent'anni fa. Nonostante la sua condizione, ha trovato un modo per superare i limiti, insegnando ai suoi ragazzi a cantare attraverso la lingua dei segni, creando un esempio concreto di inclusione e amore.