Cultura

Cimitero di Bergamo: arte, storia e memoria tra le tombe

18 marzo 2026, 10:01 3 min di lettura
Cimitero di Bergamo: arte, storia e memoria tra le tombe Immagine da Wikimedia Commons Bergamo
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Il Cimitero Monumentale di Bergamo: un museo a cielo aperto

Il Cimitero di Bergamo, situato lungo viale Pirovano, si rivela non solo un luogo di riposo eterno, ma anche un vero e proprio museo a cielo aperto. Le sue architetture, le forme e i materiali delle tombe raccontano la storia e la cultura delle epoche in cui sono state realizzate, offrendo ai visitatori un'esperienza di scoperta e interpretazione.

L'imponente ingresso monumentale, concepito all'inizio del XX secolo dagli architetti Ernesto Pirovano e Gaetano Moretti, evoca atmosfere esotiche e antiche, ispirandosi a piramidi e templi orientali. Questo stile, definito ironicamente «assiro-milanese», caratterizza l'accesso alla «città dei morti», segnando un passaggio verso una dimensione simbolica e suggestiva.

Tra Neogotico e Neoclassicismo: le cappelle storiche

Oltre l'ingresso principale, si estende l'antico cimitero di San Maurizio, inglobato nella struttura novecentesca. Quest'area custodisce preziose cappelle ottocentesche in stile neogotico, scelte per la loro capacità di richiamare i valori cristiani delle origini. Le lapidi antiche, incastonate nel muro di cinta, conservano iscrizioni toccanti e retoriche, testimonianza dell'importanza attribuita al ricordo dei defunti.

Particolarmente degno di nota è il Mausoleo Camozzi Vertova, un esempio di eleganza neoclassica ispirata allo stile canoviano. Le sue architetture e i geni alati con fiaccole rovesciate esprimono il dolore e la memoria, aggiungendo un ulteriore livello di significato al percorso all'interno del cimitero.

La cremazione e la nuova sensibilità verso la memoria

Proseguendo la visita, si incontrano le strutture ottagonali che ospitano i loculi delle ceneri cremate, testimonianza della crescente preferenza per la cremazione rispetto all'inumazione. Questa tendenza, affermatasi negli ultimi decenni, sta modificando la composizione dei cimiteri, sollevando interrogativi sulle nuove forme di devozione e sulla percezione dell'effimero.

La scelta di conservare le ceneri nei loculi, disperderle nel «giardino delle rimembranze» o tenerle in casa, riflette una trasformazione culturale che merita un'attenta riflessione sulle motivazioni profonde che guidano queste decisioni.

Artisti e maestri sepolti nel Cimitero di Bergamo

Il Cimitero di Bergamo ospita le spoglie di figure artistiche di rilievo che hanno lasciato un segno nella cultura locale e non solo. Tra questi spicca Angelo Maria Gritti, maestro del legno e scultore, noto per la sua umiltà e la sua profonda sensibilità artistica, che ha lavorato anche terracotta, bronzo e marmo.

Si ricorda inoltre Giovanni Cugini, pittore di Albino, allievo prediletto di Ponziano Loverini, apprezzato per i suoi paesaggi e le nature morte, e noto per la sua indole umile e generosa. Infine, Giuliano Carrara, definito «l'artista del ferro», ha saputo infondere la sua fede nelle sue opere, realizzando significative opere sacre che adornano diverse chiese.

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