Cardiomiopatia Ipertrofica: Nuove Speranze Terapeutiche
Uno studio internazionale, a cui ha partecipato l'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, getta nuova luce sul trattamento della cardiomiopatia ipertrofica, la più comune malattia cardiaca di origine genetica. La ricerca, pubblicata su Progress in Cardiovascular Diseases, sottolinea l'importanza di un approccio terapeutico combinato, che integri farmaci innovativi e interventi chirurgici mirati.
La patologia, che colpisce circa una persona su 500, è caratterizzata da un anomalo ispessimento delle pareti del cuore. Questo può compromettere il corretto flusso sanguigno, manifestandosi con sintomi quali affanno, dolore al petto e svenimenti. La gestione efficace richiede una stretta collaborazione tra diverse specialità mediche.
Farmaci Innovativi e Chirurgia: Un Binomio Vincente
Fino a poco tempo fa, la miectomia settale, un intervento chirurgico volto a rimuovere l'ostruzione causata dall'ispessimento muscolare, rappresentava l'unica opzione per i pazienti non responsivi alle terapie tradizionali. L'introduzione di nuovi farmaci, come gli inibitori della miosina cardiaca (es. mavacamten), ha rivoluzionato il panorama terapeutico.
Questi farmaci agiscono a livello molecolare, riducendo i sintomi e migliorando significativamente la qualità della vita, offrendo in molti casi un'alternativa alla chirurgia. Tuttavia, lo studio evidenzia come i farmaci non siano una panacea universale. Una parte dei pazienti necessita ancora dell'intervento chirurgico per gestire condizioni cliniche complesse.
Team Multidisciplinare per Cure Personalizzate
La ricerca, guidata da Giovanni Quarta, cardiologo dell'ASST Papa Giovanni XXIII, insieme ai colleghi Roberta Simona Cattaneo e Samuele Pentiricci, evidenzia la necessità di centri specializzati e team multidisciplinari. Questi team sono essenziali per valutare ogni singolo caso, integrando dati clinici, diagnostica per immagini avanzata e informazioni genetiche.
L'efficacia della miectomia settale in centri di alta specializzazione è confermata da risultati eccellenti, con una mortalità perioperatoria inferiore all'1% e un netto miglioramento della qualità di vita dei pazienti. Il Dipartimento Cardiovascolare dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII, diretto da Michele Senni, si conferma un punto di riferimento nella gestione delle cardiomiopatie.
Ricerca e Riconoscimenti Internazionali
Il contributo dei professionisti bergamaschi alla ricerca internazionale è ulteriormente sottolineato dalla recente nomina di Giovanni Quarta nel direttivo scientifico del registro nazionale TREAT-IT-HCM. Questa iniziativa mira a raccogliere dati sui trattamenti innovativi per la cardiomiopatia ipertrofica, coinvolgendo 24 specialisti da importanti centri cardiologici italiani.
«La cardiomiopatia ipertrofica è una patologia complessa che richiede competenze altamente specialistiche e una forte integrazione tra cardiologia clinica, cardiochirurgia, imaging e genetica», ha dichiarato Michele Senni. «Il contributo dei nostri professionisti alla ricerca internazionale conferma il ruolo del nostro ospedale come centro di riferimento nella gestione delle cardiomiopatie e nella capacità di offrire ai pazienti percorsi di cura completi e aggiornati.»